Come nel 1973? Nuova guerra dello Yom Kippur e quali conseguenze sui mercati?

Nuova guerra dello Yom Kippur e quali conseguenze sui mercati-Foto da pixabay.com

La storia tende a ripetersi. Talora pacificamente e con cicli ripetitivi anche sui mercati finanziari. Altre volte in modo drammatico e per certi versi comunque imprevisto.

Tale da poter impattare significativamente anche sui mercati. Proprio come sta succedendo in questi giorni, dopo l’attacco di Hamas ad Israele. Alla memoria tornano i giorni della cosiddetta guerra dello Yom Kippur, che risale all’ottobre del 1973. Cosa successe allora e cosa sta succedendo ora? E quali potrebbero essere le reazioni sui mercati?

L’attacco di questi giorni

L’attuale situazione è stata originata da un improvviso attacco condotto da Hamas, organizzazione politica considerata da molti Stati terrorista, contro il territorio di Israele, anche con il lancio di missili, e con il rapimento di inermi cittadini israeliani. Questi sono stati portati nel territorio della striscia di Gaza, probabilmente non solo per generare una situazione di terrore, ma anche per essere usati come scudi umani. L’attacco è stato rilevante e ha generato una situazione di precarietà e di incertezza per diversi motivi. Israele è considerato uno degli Stati con uno degli eserciti e uno dei servizi segreti tra i migliori del mondo. Questo attacco è stato certamente preparato da tempo, ma questa volta pare che i servizi segreti non siano stati in grado di prevenirlo. E l’esercito non è stato in grado di difendere cittadini inermi. 

Di qui la percezione di uno Stato che non riesce a difendere i suoi cittadini. Anche se la successiva reazione, tuttora in atto, è stata rilevante, con attacchi aerei lungo la striscia di Gaza e mezzi corazzati diretti verso lo stesso obiettivo. Prontamente è stato dichiarato lo Stato di guerra. Ma per certi versi una situazione analoga era già stata vissuta da Israele e ricorrono non poche analogie con quanto già successo in passato.

La guerra dello Yom Kippur

Eravamo nell’ottobre del 1973, a cinquant’anni di distanza dai fatti di questi giorni. Anche allora si stava celebrando le ricorrenza religiosa dello Yom Kippur. Ed anche allora scoppiò un conflitto tra Israele e componenti arabe, in quel caso rappresentate da una coalizione di Stati, capeggiata da Egitto e Siria. La guerra durò circa una ventina di giorni e si concluse con la vittoria di Israele.

Quali furono le conseguenze sui mercati?

Le conseguenze economiche e finanziarie del conflitto del 1973 furono pesanti. Una serie di rilevanti ripercussioni si ebbe nei Paesi coinvolti dal conflitto per le spese di ricostruzione, che pesarono non poco sui bilanci pubblici. Ma altre ripercussioni riguardarono l’incremento del prezzo del petrolio e un’inflazione diffusa nei Paesi occidentali. E lo S & P 500 perse circa il 45 % dal mese di ottobre con un calo del 13% nel solo mese di novembre.

Le prospettive dei mercati attuali

Sotto molteplici versi, oggi la situazione presenta caratteristiche analoghe a quelle del 1973.

Siamo ancora una volta in un anno che termina per 3, e anche se solitamente questi anni hanno trend rialzisti sull’azionario, non possiamo dimenticare l’eccezione del 1973, caratterizzato dal conflitto arabo-israeliano. E come allora, il conflitto rischia di estendersi anche verso altri Paesi, non fosse che per il coinvolgimento dell’Iran nella preparazione dell’attacco contro Israele. Ma la situazione geopolitica presenta diversi problemi anche in Europa. I risultati delle elezioni tedesche rappresentano una sconfitta per il governo tedesco in carica, situazione che aggiunge instabilità ulteriore alla fase recessiva in atto nel Paese, tradizionalmente considerato motore economico d’Europa.

Considerando la situazione tecnica dello S&P 500 già sono intervenuti alcuni segnali di ribasso. Ed anche l’indicatore RSI pare anticipare la rottura della trend line, su cui venerdì scorso si sono appoggiati i corsi per tentare una ripresa rialzista.

Occorre anche dire che inizialmente nel 1973 i corsi assunsero inizialmente un andamento lateraleggiante, nel mese di ottobre, per poi rompere definitivamente gli ultimi supporti a fine mese. A giudizio di chi scrive, potrebbe quindi, anche questa volta, essere necessario attendere l’esito della chiusura mensile, per capire il trend di medio/lungo termine dello S&P 500. A meno che già nei prossimi giorni intervenga una significa rottura ribassista di livelli supportivi.

Come nel 1973? Nuova guerra dello Yom Kippur e quali conseguenze sui mercati? Conclusioni

Le vicende storiche talora si ripetono, ma solo in parte. Questa volta occupa un ruolo non marginale l’Iran, già coinvolto nel conflitto tra Federazione russa ed Ucraina, per la fornitura di droni alla prima. Questo fattore potrebbe contribuire ad un allargamento del conflitto, peraltro possibile anche per l’eventuale intervento di altri Paesi, come il Libano.

Non si può escludere quindi neppure un conflitto diretto tra Israele e Paesi arabi e Iran, e questo non deporrebbe per un rialzo dei mercati. La situazione si apre quindi a scenari diversi, peraltro complicata dalla cattura di numerosi ostaggi da parte di Hamas, Per i mercati sarà determinante il periodo che va da oggi sino alla fine del mese. E se non si arriverà ad una rapida soluzione della crisi, i precedenti storici sono a favore di un ribasso anche di ampia portata.

Lettura consigliata

La produttività e il salario minimo: analisi numerica delle implicazioni

Consigliati per te