Come capire se si soffre di questa subdola ma diffusa patologia

La paura di essere felici è anche comunemente nota come cherofobia. La parola ha origini greche e deriva dalle kairos, che indica la capacità di cogliere l’attimo, e fobia, ossia paura. Il termine si è diffuso recentemente grazie ad una concorrente di un noto programma televisivo che qualche anno fa ha scritto una canzone dal titolo, appunto, “Cherofobia”.

Potrebbe sembrare assurdo avere paura di esser felici, eppure capita a molti. Spesso non ci si rende conto di quanto questo atteggiamento possa influire sulla qualità della vita. Per questo motivo, anche se la cherofobia non rientra nell’elenco dei disordini mentali, suscita molta attenzione a livello clinico e viene diagnosticata come disturbo ansioso.

Vendiamo dunque come capire se si soffre di questa subdola ma diffusa patologia.

Comportamenti

Chi è affetto da questo disturbo è solito rinunciare ad occasioni che potrebbero apportare cambiamenti positivi nella propria vita o nella propria sfera emotiva. Ebbene questo stato ansioso si traduce in una sorta di reticenza a partecipare ad eventi sociali o attività ludiche. La paura, neanche tanto inconscia, è che la felicità porti con sé qualcosa di negativo, che essere felici costituisca una perdita di tempo inutile e che godere di momenti piacevoli sia una colpa che nel tempo possa trasformarci in persone peggiori. In altre parole è come se la nostra psiche associasse al piacere il dolore.

Origine

Solitamente la paura di essere felice è riconducibile ad eventi traumatici ed al desiderio di proteggersi dalla possibilità di riviverli. Questo tipo di fobia impedisce a chi ne soffre di godersi esperienze appaganti e piacevoli per paura che possano finire o addirittura avere conseguenze terribili. Affrontare questo problema è necessario, dunque, ma per farlo può essere utile intraprendere un percorso psicoterapeutico.

Cherofobia e  Covid-19

La pandemia in corso ha avuto effetti traumatici su molti aspetti della nostra vita. Veniamo costantemente bombardati da notizie e bollettini che sembrano comunicarci che stare con gli altri è pericoloso, che la socialità può avere effetti devastanti sulla nostra vita, e che per essere al sicuro dobbiamo restare isolati. Mentre per alcuni è facile adattarsi ai continui cambiamenti di policy a livello nazionale, per altri il reinserimento nella vita sociale si rivela più complesso. In alcuni casi è motivo di ansia, fobia e preoccupazione. Ecco che nel lungo periodo, anche se la pandemia raggiungerà, finalmente, una battuta d’arresto, le conseguenze sulla nostra psiche, l’ansia sociale e la paura di godere dei momenti di gioia e convivialità potranno intaccare la nostra capacità di essere, appunto, felici.

Abbia cercato di fornire informazioni utili su come capire se si soffre di questa subdola ma diffusa patologia.

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