Chi paga le spese legali per lo sfratto?

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In un periodo come quello che viviamo, di estrema crisi, sempre più ricorrente è la morosità degli inquilini. Data la situazione economica generale, infatti, il concetto di impossibilità sopravvenuta oggettiva ad adempiere è all’ordine del giorno. Tant’è, che abbiamo assistito ad una giurisprudenza che, a causa dell’emergenza sanitaria, ha sbilanciato le sue pronunce, quasi sempre, a favore degli inquilini, proprio in ragione di siffatta impossibilità. A parte ciò, tuttavia, in tempi normali, a fronte dell’inadempimento dell’inquilino, il proprietario si difende attivando la procedura di sfratto per morosità. Il tutto, onde ottenere il pagamento dei canoni arretrati o, in alternativa, liberare l’immobile occupato. In queste situazioni il locatore non può di certo farsi giustizia da sé ma deve seguire l’iter previsto dalla legge, rivolgendosi ad un avvocato. Vediamo, a questo punto, quali sono le spese che il proprietario deve affrontare e, soprattutto chi paga le spese legali per lo sfratto.

I costi

Alla domanda, innanzi, formulata, ossia: “chi paga le spese legali per lo sfratto?”, occorre precisare, fin da subito, che esse vengono anticipate dal locatore-proprietario. Solo, all’esito del giudizio, infatti, verranno rimborsate dall’inquilino soccombente. Ora vediamo quali sono i costi da sostenere. Ebbene, nonostante si tratti di un procedimento sommario e quindi più breve, le spese non sono esigue. Esse riguardano:

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1) costi della giustizia

Tra questi rientrano le spese per la marca da bollo, di importo fisso pari a 27 euro, seguite da quelle per il contributo unificato. Quest’ultimo, avrà un importo variabile a seconda del valore della causa, del procedimento giudiziario e dell’ammontare del risarcimento richiesti. Tuttavia, nella procedura di sfratto per morosità, la legge prevede una riduzione del 50%. Il contributo, comunque, varia da un minimo di euro 43,00 ad un massimo di 1686,00, ridotti della metà.

2) Poi, abbiamo i costi della parcella dell’avvocato

Quest’ultima, non ha un valore fisso ma varia in base al professionista e all’ammontare dei canoni non versati dall’intimato. In genere, per una convalida di sfratto con valore intorno ai 1.000 euro e senza opposizione dell’inquilino, il compenso sarà di circa 700 euro. Ciò, in base ai parametri forensi.

3) In terzo luogo, abbiamo il costo delle notifiche

Questo, può variare in base al metodo scelto per effettuarle. Con la spedizione tramite posta, il costo dipende dal peso della busta e dal chilometraggio. In generale, è di circa 10 euro e più. Comunque, l’importo varia a seconda dei chilometri di distanza tra l’ufficio degli Ufficiali Giudiziari e il luogo presso cui far recapitare la comunicazione. In alternativa, vi è la consegna a mano da parte dell’Ufficiale Giudiziario. Anche in questi casi, i costi aumentano con l’aumentare della distanza, fino ad un massimo di 50 euro. Poi, naturalmente, abbiamo, che nell’ambito di una procedura, non vi sarà solo una notifica da effettuare ma, nel caso di specie, almeno 3. La prima è da effettuare per notificare la citazione in giudizio e la successiva per la convalida dello sfratto. Infine, a seguito della sentenza del giudice, occorrerà effettuare anche la notifica per un eventuale decreto ingiuntivo.

Decreto ingiuntivo

Quest’ultimo servirà ad ottenere il pagamento dei canoni arretrati e il rimborso delle spese del giudizio, anticipate dal locatore procedente. Inoltre, nel caso in cui il conduttore, dopo la notifica della convalida di sfratto, non abbandoni l’immobile, sarà necessaria un’ulteriore notifica, contenente il preavviso di rilascio. Con tale atto si avvisa, per la seconda volta, il conduttore inadempiente, che l’ufficiale giudiziario si presenterà per eseguire lo sfratto in una determinata data. Inoltre, si avvisa che il medesimo, in occasione di quest’ultima, potrà richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per eseguire lo sfratto. In conclusione, considerando anche tutte le notifiche, la spesa minima, per un normale sfratto, eseguito senza ritardi e senza opposizioni, dovrebbe aggirarsi intorno ai 1000 euro.

Tuttavia, in concreto, questo non accade mai, in quanto i tempi si dilatano a causa della ritrosia dell’inquilino a lasciare l’immobile. A ciò, si aggiungono, notifiche che non vanno a buon fine, ad esempio, per assenza del destinatario, che richiedono aumento di spesa e di tempo. Inoltre, il più delle volte il conduttore si oppone, nel qual caso, la procedura, arriva a costare più del doppio. Pertanto, realisticamente, i costi della procedura, nel complesso, in presenza delle variabili da ultimo riportate, arriva a costare anche 2500,00 euro.

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