Chi anticipa il pensionamento da 1 a 5 anni subisce questi tagli sul rateo mensile

Succede a molti di dover sopportare non solo i ritmi stressanti della giornata lavorativa ma anche la fatica degli spostamenti per raggiungere la sede. A complicare la situazione talvolta intervengono i rapporti tesi o poco amichevoli con i colleghi. E per alcuni lavoratori potrebbero aggiungersi persino problemi di salute più o meno rilevanti che contribuiscono ad aumentare l’insofferenza nei riguardi della professione. Avendo un’idea indicativa di quanto prende di pensione a 64 anni un lavoratore con 20 anni di contributi si potrebbe valutare l’opzione del prepensionamento. Sono anzitutto le donne a guardare con interesse all’opportunità di un anticipo pensionistico per potersi liberare di buona parte delle mansioni quotidiane.

Ma solitamente chi anticipa il pensionamento da 1 a 5 anni subisce questi tagli sul rateo mensile per cui deve dapprima ponderare con attenzione. Il lavoratore con un’anzianità contributiva di oltre 30 anni potrebbe anche scegliere di anticipare l’uscita dal lavoro. Per farlo con serenità e senza rimpianti dovrebbe sapere orientativamente ad esempio quanto prende di pensione un lavoratore di 62 anni con 35 anni di contributi INPS. Pertanto valuteremo insieme ai nostri esperti quanti soldi perderebbe il lavoratore per ogni anno di prepensionamento in base alle retribuzioni annue. E soprattutto in quali casi e a chi conviene smettere di lavorare e pagare i contributi volontari per la pensione.

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Chi anticipa il pensionamento da 1 a 5 anni subisce questi tagli sul rateo mensile

I lavoratori ormai vicini all’età pensionabile che hanno accumulato poca contribuzione non potranno godere di assegni previdenziali consistenti. Ciò perché ad una breve storia assicurativa corrispondono meno versamenti alle casse previdenziali e quindi ratei più bassi. Le penalizzazioni sui prepensionamenti derivano infatti dall’applicazione del coefficiente di trasformazione che aumenta col passare degli anni. Chi abbandona la professione con qualche anno di anticipo non può pertanto trarre vantaggio dall’incremento del coefficiente contributivo.

Di conseguenza in base al contratto di espansione per ogni anno di anticipo pensionistico occorre preventivare decurtazioni pari all’incirca al 16%. Simili tagli valgono in riferimento ai lavoratori che percepiscono stipendi annui lordi che si attestano fra i 30.000 e i 50.000 mila. Ma per ulteriore anno di anticipo la penalizzazione aumenta fino a raggiungere il 27% in caso si inoltri domanda di pensionamento 5 anni prima. Ciò significa che il dipendente con retribuzione lorda annua di 30.000 euro perde una somma di denaro pari a 40 euro al mese abbandonando l’impiego 1 anno prima. Se invece anticipa l’uscita fino a 5 anni allora subisce una decurtazione che si attesta attorno a 160 euro mensili.

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