Bonus INPS 2021 per chi soffre di asma e altre malattie respiratorie croniche

A quanto ammonta il bonus INPS 2021 per chi soffre di asma e di altre malattie respiratorie croniche? E soprattutto in quali casi alcune specifiche forme di asma e di patologie dell’apparato respiratorio danno diritto al riconoscimento di  una percentuale variabile di inabilità. In base al punteggio che la Commissione legale INPS assegna al paziente è possibile beneficiare di alcune prestazioni economiche e assistenziali. Si può ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario, lo sgravio fiscale per alcune spese sanitarie particolari, una corsia preferenziale per l’inserimento professionale e altro. In un precedente articolo abbiamo informato i nostri Lettori in merito alle “Novità INPS sugli assegni delle pensioni di invalidità civile 2021”.

Il bonus INPS 2021 per chi soffre di asma e altre malattie mentali respiratorie croniche, oltre alla patologia, prevede il possesso di un requisito reddituale. La liquidazione dell’assegno di invalidità avviene difatti solo nel caso in cui il richiedente versi in una condizione di disagio economico. La circolare n. 148/2020 riporta le rivalutazioni degli importi dei trattamenti pensionistici che l’INPS liquiderà nel corso del 2021. In riferimento agli assegni spettanti ai soggetti con invalidità parziale si legge che l’ammontare della prestazione è pari a 287,09 euro.

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Bonus INPS 2021 per chi soffre di asma e di altre malattie respiratorie croniche

Di per sé le forme più lievi di asma e di difficoltà respiratoria non conferiscono il diritto all’assegno di invalidità. Ciò perché stando alle tabelle INPS relative agli stati invalidanti all’asma di tipo estrinseco allergico e intrinseco corrisponde una percentuale massima del 35%. Ne consegue che il diritto all’assegno di invalidità scatta in presenza di comorbilità.

Ciò accade quando due o più patologie coesistono e determinano un sensibile peggioramento delle condizioni di salute del paziente. Si pensi al paziente che soffre di disturbo asmatico e insieme di broncopneumopatia cronica o di tipo ostruttivo. In quel caso l’INPS riconosce un punteggio di inabilità più alto e arriva al 45% in presenza di bronchite asmatica permanente. Laddove invece il paziente presenta una broncopneumopatia asmatica grave matura il diritto ad una percentuale di invalidità che va dal 71% all’80%. In presenza di broncopneumopatia asmatica severa invece il punteggio di inabilità può variare dall’81% al 90%. Il bonus INPS scatta dunque allorquando l’asma si associa ad altre patologie respiratorie e, nello specifico, quelle appena individuate.

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