Attenzione perché non sempre conviene impugnare la delibera assembleare 

Le liti tra condomini sono frequenti. Non è affatto semplice, infatti, mantenere buoni rapporti tra tutti, soprattutto quando si è in tanti a vivere nello stesso palazzo.

Il primo strumento attraverso il quale si cerca di dirimere le liti condominiali è il regolamento condominiale.

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Se il condominio, infatti, ha questo documento, le regole che contiene vanno rispettate.

A volte però, nonostante l’esistenza del regolamento, c’è chi non perde occasione per alterchi o addirittura per intentare cause.Cercando così qualsiasi appiglio pur di impedire che talune decisioni del condominio diventino definitive.

Sappiamo bene che i provvedimenti condominiali vengono assunti a maggioranza durante l’assemblea condominiale. Sono rari, infatti, i casi in cui l’amministratore può agire senza il consenso preventivo dei condomini.

Motivo per cui è importantissimo partecipare all’assemblea e se proprio si è impossibilitati, è bene per lo meno delegare.

Attenzione perché non sempre conviene impugnare la delibera assembleare

Come si sa, la delibera assembleare, all’interno della quale sono contenute le decisioni assunte dall’assemblea, può essere impugnata.

Ovviamente sono legittimati a farlo coloro i quali non erano presenti in assemblea. Né erano rappresentati da altri. Così come possono impugnarla i dissenzienti. Il termine per l’impugnazione è di 30 giorni.

Esso decorre dalla data della delibera per i dissenzienti o astenuti.

Per gli assenti invece dalla data in cui la delibera viene comunicata.

Ma attenzione perché non sempre conviene impugnare la delibera assembleare. La possibilità di impugnare la delibera assembleare per un vizio di delega, ad esempio, non spetta a tutti i condomini.

Quando un condomino, infatti, conferisce la delega per la partecipazione all’assemblea, è solo il delegante che può far valere eventuali vizi della delega stessa. Tutti gli altri condomini, quindi, restano estranei al rapporto tra delegante e delegato.

La Corte di Cassazione ha ribadito questo principio con la sentenza n. 1234 del 25 gennaio 2016.

Alla luce di quanto detto, dunque, se un condomino impugna la delibera assembleare, sostenendo che la delega esibita da un partecipante all’assemblea era affetta da vizi, rischia di fare un grosso buco nell’acqua.

Abbiamo visto infatti che solo chi l’ha conferita, può farne valere eventuali vizi. In caso contrario, la delega è valida e dunque chi la possiede, ha pieni poteri in assemblea.

Intraprendere quindi un giudizio, per dimostrare la non validità della delega esibita da altri in assemblea, può costare caro.

Ciò, infatti, potrebbe determinare non solo un dispendio di tempo ma anche di soldi.  Il rischio infatti è che il Giudice, facendo leva sulla Giurisprudenza prima indicata, rigetti l’impugnazione. E che al rigetto faccia seguito una condanna alle spese di giudizio, che potrebbe anche essere cospicua.

Approfondimento

Attenzione a fare rumore in alcuni orari perché si rischia davvero grosso.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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