Abbassare l’IRPEF per far ripartire l’economia perchè diminuire l’IVA non serve a nulla!

E’ un momento molto particolare per l’economia italiana e il FMI stima un rapporto Debito/PIL al 166%  circa. Abbassare l’IRPEF per far ripartire l’economia perchè diminuire l’IVA non serve a nulla! Oggi tratteremo di regole economiche.

Al Governo manca la bussola?

L’ultima  ipotesi di una riduzione  “a tempo” dell’IVA ( imposta sul valore aggiunto) ha qualcosa d’incredibile.

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Siamo a rimorchio della Germania? Speriamo di no!

E’ già successo nel 1938 ed è stata una catastrofe.

La Germania federale una riduzione delle aliquote IVA può permetterselo, noi no!

Come ho già scritto più volte, non sarà la diminuzione dell’IVA a incrementare la spesa globale per i consumi.

Una nuova politica fiscale  il prima possibile.

Ma soltanto una nuova  politica dei redditi.

In poche parole abbassare le aliquote inferiori IRPEF e aumentare le aliquote più alte.

In Italia, da anni, siamo in presenza di una crisi da sottoconsumo per eccessivo prelievo fiscale.

I consumi sono determinati dal reddito. Per esempio per uno stipendio netto mensile di € 1000,00 la percentuale di questo importo che si traduce in spesa può essere anche del 100%.

Con l’aumentare del reddito la spesa per consumi diminuisce e aumenta la percentuale di risparmio. Con un reddito netto mensile di € 10.000,00 la spesa si attesterà su 60% pari a € 6.000,00 e il restante sarà risparmiato per investimenti o beni durevoli.

A livelli maggiori di reddito la parte risparmiata sarà sempre maggiore.

Quindi tassare i redditi maggiori e sgravare quelli più bassi.

Abbassare l’IRPEF per far ripartire l’economia perchè diminuire l’IVA non serve a nulla!

In Italia nessun partito si è presentato alle elezioni con un programma di riduzione della spesa pubblica improduttiva e parassitaria.

La riduzione della spesa pubblica  è praticamente impossibile, salvo i tagli lineari che non servono a molto.

Nelle pensioni non si vuole introdurre l’equalizzatore o mettere i contributi di solidarietà  con percentuali di regresso  pesanti e quindi tali capitoli di spesa possono solo aumentare.

Le strutture legislative e  corporative legate anche ai sindacati non permettono manovre veramente importanti sul lato spesa.

Queste politiche sono sempre impopolari e nella nostra storia repubblicana ove i governi durano in media meno di due anni, nessuno  vuole affrontare questo problema.

Nel nostro ordinamento tributario ci sono almeno quattro aliquote IVA:

4% aliquota super agevolata,  5% nuova agevolata, 10% agevolata e 22% ordinaria.

Su quale aliquota si vorrà intervenire?

Ogni punto percentuale di aumento e/o riduzione vale circa, a livello di bilancio statale, da un minimo di 4 miliardi ad un massimo 6.

Sarebbe molto più opportuno ridurre l’aliquota base IRPEF dal 23% al 10%-12% e conseguentemente aumentare in maniera notevole le aliquote del 38%, 41% e 43%,  e anche rideterminando nuovi scaglioni.

In questo modo  si potrebbero sprigionare gli effetti della teoria del ciclo vitale  dell’economista Franco Modigliani (Roma 1918 –Cambridge 2003), ovvero maggiori consumi legati all’incremento di reddito disponibile.

Modigliani per tale teoria  ha avuto il premio Nobel per l’economia nel 1985.

Ricordiamoci, prima o poi il debito di bilancio italiano  dovrà essere affrontato!

Speriamo che non si voglia usare il solito vecchio sistema di super tassa patrimoniale.

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