Quanto costa tenere i soldi fermi sul conto corrente in banca?

Ci si chiede spesso se convenga conservare i risparmi alle Poste, in banca, in una cassetta di sicurezza o in un luogo segreto in casa. E si cercano risposte anche a domande come “Fino a quale somma i soldi in banca sono al sicuro?”. Da più parti giunge la raccomandazione di non lasciare molta liquidità in giacenza sul conto perché si corre il rischio che diminuisca il patrimonio. E ciò perché anche solo depositando somme di denaro presso un istituto bancario ci sono spese da sostenere. Può servire quindi sapere quanto costa tenere i soldi fermi sul conto corrente in banca e quali sono i margini di perdita nel corso del tempo.

Moltissimi italiani scelgono di mettere da parte il denaro soprattutto in periodi di crisi economica come quello che sta funestando attualmente il nostro Paese e non solo. La diffusione del coronavirus contribuisce ad aumentare i timori della gente comune che piuttosto che spendere preferisce usare prudenza e accantonare liquidità. Moltissimi italiani decidono tuttavia di lasciare in giacenza sul conto il frutto di sacrifici, privazioni e risparmi. Ma accade spesso che ignorino quanto costa tenere i soldi fermi sul conto corrente in banca e a quali perdite si espongono. La paura di investire il denaro li induce ad accumulare in modo tradizionale, ma svantaggioso, quel che riescono ad accumulare.

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Quanto costa tenere i soldi fermi sul conto corrente in banca?

Dalle rilevazioni dell’Associazione Bancaria Italiana emerge un elevato aumento delle somme di denaro che i correntisti hanno depositato lo scorso 2020. Un’ulteriore conferma giunge dalle indagini della Consob secondo cui sarebbe pari al 10% l’incremento dei depositi bancari. Pur tuttavia i risparmiatori italiani sceglierebbero soluzioni alternative se sapessero che alcuni fattori determinano la diminuzione del capitale in giacenza. Ipotizzando che un correntista nel 2021 abbia accantonato 6.000 euro non si ritroverà con la stessa somma a distanza di 10 anni. E ciò perché intervengono i costi di gestione annuali e l’inflazione che riducono la liquidità che si lascia sul conto. Il costo annuale che bisogna sostenere per il canone e le imposte di bollo si attestano attorno ai 90 euro.

A queste occorre aggiungere l’inflazione che determina una perdita del potere di acquisto per cui diminuisce il valore del denaro. Ciò che dieci anni fa si poteva acquistare con una somma di denaro attualmente richiede l’esborso di quantità maggiori di soldi. Per sapere quanto costa tenere i soldi fermi sul conto corrente in banca bisogna sottrarre al capitale il peso di queste due variabili. Ne consegue che dei 6.000 che il correntista possedeva nel 2011 dopo 10 anni ne restano poco meno di 5.000. Lasciamo pertanto ad ogni consumatore la valutazione dell’eventuale convenienza di utilizzare il conto corrente come fosse un salvadanaio.

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