Non tutti sanno cosa accade al contratto di locazione se muore il proprietario e cosa fare

Quest’oggi, la redazione illustrerà ai lettori cosa accade al contratto di locazione, quando muore una parte contrattuale. In particolare, qualora muoia il locatore. Infatti, non tutti sanno cosa accade al contratto di locazione se muore il proprietario e cosa fare. Attesa la durata dei contratti di locazione, possono verificarsi varie situazioni. Tra queste, può accadere che una delle parti muoia. ProiezionidiBorsa, nell’articolo “Non tutti sanno cosa succede al contratto di locazione se muore l’inquilino”, ha affrontato la problematica inversa, disciplinata dal legislatore.

Ma cosa accade al contratto di locazione e quali sono le conseguenze per l’inquilino alla morte del proprietario dell’immobile concesso in locazione? Come abbiamo visto nell’articolo sopra indicato, la legge prevede e disciplina la sola ipotesi in cui avvenga la morte dell’inquilino. Cosa fare allora nell’ipotesi inversa?

La Suprema Corte

Sul punto è intervenuta la Suprema Corte, precisando che la morte del locatore determina unicamente una modificazione soggettiva nel contratto. In altre parole, muta la parte contraente, subentrando nel medesimo rapporto gli eredi. Pertanto da lì in poi, il conduttore sarà tenuto a pagare il canone esclusivamente agli eredi. Rimarranno invariate tutte le condizioni, gli obblighi e le clausole contrattualmente previste, con il defunto.

Non tutti sanno cosa accade al contratto di locazione se muore il proprietario e cosa fare

Conseguentemente, l’inquilino continuerà il contratto di locazione, così come stipulato con il precedente proprietario. Gli eredi del locatore, una volta accettata l’eredità subentrano nel contratto automaticamente, in maniera retroattiva. Pertanto il conduttore sarà tenuto al versamento dei relativi canoni agli eredi subentrati, che hanno accettato l’eredità del loro de cuius.

Anche se muta soltanto la posizione soggettiva e il contratto rimane immutato e non sarà necessaria alcuna nuova registrazione, è consigliato all’erede fare delle comunicazioni.

Ovvero l’erede o gli eredi subentrati, dovranno comunicarlo al conduttore, dimostrando la loro legittimazione a richiedere il canone di locazione in qualità di eredi subentrati. In mancanza di tale comunicazione e di tale prova, il conduttore, nell’incertezza, potrà legittimamente rifiutarsi di pagare il canone. Inoltre sarà opportuno per l’erede, subentrante nel contratto, inviare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.  Dov’è stato registrato il contratto, il proprio subentro, avvalendosi del modello RLI. Nel modello dovrà inserire i dati del defunto e di chi subentra.

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