L’ENI punta sull’Africa per i biocarburanti del futuro

ENI punta forte sul bio carburante

L’ENI punta sull’Africa per i biocarburanti del futuro e sta attuando una strategia decisa di decarbonizzazione del settore dei trasporti, iniziata con l’avvio, nell’ottobre dello scorso anno, dell’invio del primo carico di olio vegetale dal porto di Mombasa, in Kenya, all’impianto di Gela per la produzione di biocarburanti HVO (olio vegetale idrogenato) a basse emissioni di anidride carbonica. Questo segna l’inizio di un modello di integrazione verticale pensato da ENI per diversificare la produzione di biocarburanti.

Come si ottiene l’olio vegetale

L’olio vegetale viene prodotto nell’agri-hub di Wote, dove vengono spremuti semi di ricino, croton e cotone, materie prime agricole non in conflitto con la filiera alimentare e coltivate in aree degradate. Questa iniziativa offre opportunità di reddito a migliaia di agricoltori, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla produzione di mangimi e biofertilizzanti. La filiera in Kenya è certificata secondo standard di sostenibilità, garantendo un processo di produzione eco-sostenibile.

Il progetto pilota è partito nel 2021 e ha visto una rapida crescita nella produzione di olio vegetale, coinvolgendo circa 50.000 agricoltori, con prospettive di coinvolgimento di 200.000 entro il 2026. ENI ha creato accordi a lungo termine con agricoltori di diverse dimensioni, promuovendo lo sviluppo rurale e l’occupazione locale.

L’ENI punta sull’Africa per i biocarburanti del futuro

Attualmente, sono operativi due agri-hub in Kenya, con progetti di estensione in altri Paesi subsahariani e altre regioni geografiche come Asia centrale e sudest asiatico. L’obiettivo entro il 2030 è di impattare positivamente almeno un milione di famiglie africane, promuovendo un modello sostenibile di produzione di biocarburanti e incentivando la cultura del riciclo dell’olio da cucina usato.

Gli obiettivi del progetto

L’iniziativa non solo mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica ma contribuisce anche allo sviluppo economico e sociale delle comunità coinvolte, promuovendo la sicurezza alimentare e la creazione di posti di lavoro locali. ENI sta estendendo questa strategia anche ad altri Paesi africani e altre regioni, proiettando una significativa e positiva trasformazione nella produzione di biocarburanti entro il 2030.

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