In questo semplicissimo modo possiamo vaccinarci contro la disinformazione e le bufale del web

Negli ultimi anni tutti noi abbiamo iniziato a spendere molto più tempo su Internet e sui social network. Contemporaneamente il web è stato preso d’assalto dalle informazioni sbagliate e tendenziose ed è diventato sempre più difficile capire quali informazioni siano vere e quali false. I social network spesso amplificano la diffusione di queste informazioni errate grazie agli utenti più sprovveduti, come per esempio in questo caso.

Esiste però un modo per difendersi da questo rischioso fenomeno, oggi vogliamo parlare di come. In questo semplicissimo modo possiamo vaccinarci contro la disinformazione e le bufale del web.

I siti affidabili da consultare nel dubbio

Nella società attuale in cui le bufale sono deliberatamente messe in circolazione per distogliere l’attenzione pubblica dalla realtà e sviare le opinioni dei cittadini occorre sapersi difendere.

Per fortuna per orientarsi nel mondo selvaggio dei social network ci sono alcuni siti che offrono un servizio di debuking ovvero di controllo delle informazioni.

Questi siti sono gestiti da giornalisti che conoscono bene il mondo della disinformazione e che sanno come sbugiardare le falsità.

In questo semplicissimo modo possiamo vaccinarci contro la disinformazione e le bufale del web

Tra i siti che i occupano di questo servizio citiamo Butac.it, Bufale e dintorni e bufale.it. Questi siti italiani sono sempre aggiornati e smascherano le bufale portando le fonti. Si occupano sia di bufale “made in Italy” che di quelle estere, sia di quelle più eclatanti che quelle più difficili da individuare.

Ogni volta in cui incapperemo in una notizia che ci farà insospettire ora sappiamo che possiamo cercare in uno di questi siti e verificarne l’affidabilità.

Se faremo un giro su questi siti probabilmente ci renderemo conto di come persino alcune notizie diffuse dai principali quotidiani italiani fossero delle vere e proprie fake news, o che informazioni che noi credevamo vere in realtà non lo erano.

Ora che conosciamo questo utile strumento non abbiamo più scuse, prima di condividere contenuti virali possiamo controllarne la veridicità in queste semplici mosse.

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