In arrivo un aumento dello stipendio in busta paga per i lavoratori dipendenti con il taglio dell’IRPEF

È quasi pronta la Legge di Bilancio 2022. Frutto di lunghissime trattative tra le parti politiche, speriamo tutti sia il provvedimento che farà riprendere il nostro Paese dopo la pandemia. Un emendamento, in particolare, viene atteso con molta impazienza, ovvero il possibile taglio delle tasse. Per la stragrande maggioranza della popolazione, il dover versare meno soldi allo Stato sarebbe già di per sé una fantastica notizia. Anche se poi bisogna sempre cercare di inquadrare una manovra nella sua complessità e non solo parzialmente.

In attesa dell’ufficialità, però, possiamo dire che il taglio dell’Irpef dovrebbe effettivamente avvenire. Questo garantirebbe buste paga più sostanziose per tutti i dipendenti pubblici e privati. L’obiettivo del Governo Draghi è di sgravare il peso contributivo per i percettori di redditi medi. La proposta che sembra accogliere più consensi tra la maggioranza è quello di un taglio di 2 punti percentuali dell’IRPEF: dall’attuale 38% al 36. Per far fronte alle minori entrate causate da questa riduzione, il Governo avrà a disposizione un fondo da 8 miliardi di euro.

In arrivo un aumento dello stipendio in busta paga per i lavoratori dipendenti con il taglio dell’IRPEF

La buona notizia per tutti i lavoratori dipendenti è che questo taglio avrà una sua influenza diretta nelle buste paga. Una riforma, dunque, visibile e tangibile, che andrà a colpire tutti quei redditi compresi tra i 28mila e i 55mila euro annui. Quanto sarebbe effettivamente l’aumento se venisse introdotto il taglio di cui sopra? Per i percettori del reddito più basso, ovvero 28mila euro, si avrebbe un aumento dello stipendio di 440 euro all’anno. Per quelli che guadagnano la somma massima, quindi 55mila, si arriverà a un più 540 euro annui.

Non certo cifre da capogiro, ma se messe tutte insieme, è facile capire come questa manovra possa impattare sul futuro del paese. Soprattutto se sommata a quanto si ventila da un po’, ovvero il taglio dell’IRAP per le imprese individuali. Questa sarebbe una manna soprattutto per i titolari di Partita IVA. In questo caso, i fondi a disposizione per la manovra sono costituiti da tre miliardi di euro. Un ulteriore incentivo, dunque, per chi percepisce il reddito di cittadinanza e vuole provare ad aprire un’attività individuale.

Questi sarebbero i primi due passi per poi formulare una nuova e più consistente riforma fiscale per il 2023. Quando, si spera, gli effetti della pandemia avranno un’incidenza ancora minore e il sistema produttivo potrà sostenere un’ulteriore modifica. In arrivo un aumento dello stipendio in busta paga per i lavoratori dipendenti con il taglio dell’IRPEF ed è un primo passo. L’Italia, piano piano vuole riprendersi, anche se la strada per una più sostanziale riduzione del cuneo fiscale pare essere ancora lunga.

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