Il discorso di Putin, no alla «guerra globale» mentre continua il conflitto in Ucraina contro «la minaccia Nato»

In mondovisione è andata in scena l’attesissima Parata in Piazza Rossa a Mosca sotto lo sguardo fiero di Vladimir Putin. Tanta la gente presente. Molti sorridenti, altri in visibile imbarazzo. Un cielo pulito, con qualche nube bianca ma senza sirene e lancio di razzi. Un contesto elegante e rigoroso mentre dall’altra parte c’è odore di morte. Edifici ridotti a scheletri tumefatti. Neri e fumanti. Gente nei bunker, nelle metropolitane o in fuga. La Parata di Mosca, in questo momento storico, in cui hanno sfilato carri armati messi a lucido ci è sembrato una sconfitta della civiltà. Zelensky prima del lusso sfarzoso di Piazza Rossa ha girato un video. Lui solo in una città cimiteriale non a caso in bianco nero. Regia acuta, certamente studiata, ma le immagini sono vere e non riprodotte in uno studio cinematografico. È l’altra faccia della medaglia. Del «trionfo» russo ostentato in queste ore.

I fiori rossi di Putin

L’origine della Parata è tutta nel ricordo della fine della Seconda Guerra Mondiale e il significato originario dovrebbe essere quello di non ripetere più certi orrori. Putin ha anche deposto dei fiori rossi sulle vittime che furono. Ma ce ne sono molte altre i cui corpi forse sono cenci per strada senza una degna sepoltura. E alcuni sono anche russi. Alla parata ha preso parte anche il Patriarca russo Kirill, definito da Papa Francesco «il chierichetto di Putin». Una stortura dei principi ortodossi che pure si fondano sui contenuti del Vangelo.

Il discorso di Putin, no alla «guerra globale» mentre continua il conflitto in Ucraina contro «la minaccia Nato»

L’orgoglio in scena stamane è una sconfitta umana per un grande Paese. Putin ha preso la parola e con il tono fermo e forte che contraddistingue i suoi discorsi, ha dapprima salutato i «compagni ufficiali, sottufficiali e generali». Ha poi fatto riferimento al combattimento «per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra Patria». Tutto perché, ha dichiarato, «la Nato non ha voluto ascoltarci». Tuttavia «l’orrore di una guerra globale non si deve ripetere».

Guerra Fredda

L’annuncio previsto non c’è stato. Cioè quello di un’invasione totale dell’Ucraina men che meno di una fine della guerra. Il discorso di Putin sostanzialmente si è concentrato sulle sue ferme convinzioni. Cioè che l’Ucraina è territorio russo che va riconosciuto e che l’avanzata della Nato ai confini rappresenterebbe una «minaccia» per l’ex Unione Sovietica. Ha mostrato i muscoli certamente ma si è guardato bene dal lanciare messaggi troppo provocatori verso un’Occidente che non fa sfilare gli armamenti ma li tiene in garage. Situazione da Guerra Fredda. Come e più del passato, con in mezzo l’Ucraina. Tutt’intorno, per adesso, è economia di guerra. E non si sa se e quando ci sarà un epilogo.

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