Ecco quali controlli fare quando si ha metabolismo lento e difficoltà a dimagrire

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Chi ha deciso di seguire una dieta per la perdita di qualche chilo di troppo a volte potrebbe non vedere gli effetti desiderati. La restrizione calorica e l’attività motoria sembra non sortiscano alcun effetto sul copro che continua ad aumentare di peso. In simili circostanze la causa della mancata perdita di peso potrebbe collocarsi a livello endocrino. Ecco quali controlli fare quando si ha metabolismo lento e difficoltà a dimagrire.

Cosa si nasconde dietro alcuni sintomi e fenomeni del corpo

Spossatezza, ritenzione idrica e difficoltà a dimagrire potrebbero non essere le conseguenze di una dieta poco adatta al proprio fisico. Piuttosto, in simili circostanze, la ragione di una tale risposta dell’organismo potrebbe essere ascrivibile a problemi connessi alla tiroide. Si parla di ipotiroidismo quando si verifica una ridotta funzione della tiroide, ghiandola che svolge una funzione di controllo metabolico fondamentale nel nostro organismo.

Generalmente un ipofunzionamento della tiroide potrebbe manifestarsi con cosiddetti sintomi aspecifici, ossia non caratteristici della disfunzione. È il caso del rallentamento generalizzato del metabolismo, della difficoltà di concentrazione e un senso di stanchezza. Questi fenomeni fanno sì che la persona affetta da ipotiroidismo tenda ad aumentare di peso e sperimenti delle forti difficoltà a dimagrire. In alcuni casi una condizione clinica simile potrebbe determinare l’accesso a agevolazioni economiche INPS.

Ecco quali controlli fare quando si ha metabolismo lento e difficoltà a dimagrire

L’ipotiroidismo colpisce con maggiore frequenza la popolazione femminile e l’ereditarietà genetica svolge un ruolo determinante in molti casi. Non si esclude, tuttavia, che fattori ambientali e alcuni processi fisiologici possano essere scatenanti. Quando si manifestano i primi sintomi dell’ipotiroidismo, è sempre utile rivolgersi al proprio medico di fiducia per effettuare una diagnosi certa.

Per accertare la condizione patologica, è sufficiente eseguire un semplice esame ematochimico, ossia un prelievo di sangue. In questa maniera si verificano i livelli di TSH, FT3 e FT4 presenti nel sangue. In alcuni casi, è preferibile eseguire in aggiunta una ecografia della ghiandola per verificarne lo stato. Generalmente, i valori tiroidei di TSH nella norma corrispondono a 0,15-3,5 mU/L. Questi indicatori possono subire delle oscillazioni in base a determinati fattori. Per tale ragione è sempre utile consultare il proprio medico per una lettura accurata dei dati.

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