Dall’INPS una disoccupazione NASPI senza tagli per chi ha almeno 55 anni e per questi soggetti che si trovano in queste altre condizioni 

INPS

Tutti i lavoratori che perdono involontariamente il lavoro hanno diritto all’indennità di disoccupazione INPS. Escludendo i lavoratori agricoli e i collaboratori, per i quali rispettivamente ci sono la disoccupazione agricola e la DIS-COLL, per gli altri c’è la NASPI. Per come è strutturata, la NASPI, prevede un periodo di indennizzo e un importo commisurato al lavoro svolto nei 4 anni che precedono l’ultimo lavoro perduto. Sugli importi però, dopo un determinato periodo di tempo si abbatte un taglio di assegno. Tra provvedimenti emergenziali del Governo per la pandemia e novità legislative, su questo taglio molto è cambiato. E qualcuno può anche non subirlo per tutta la durata della NASPI.

Dall’INPS una disoccupazione NASPI senza tagli per chi ha almeno 55 anni e per questi soggetti che si trovano in queste altre condizioni

Partiamo da cosa dice effettivamente la normativa vigente in materia di NASPI. L’ammortizzatore sociale in base alla normativa, cala del 3% al mese a partire dal quarto mese di fruizione. Un taglio progressivo, nel senso che il 3% per il quinto mese,  per esempio, va calcolato sull’importo del mese precedente, al netto del precedente ammanco. Un meccanismo che porta la NASPI a ridursi di oltre la metà tra il primo e l’ultimo mese di beneficio per chi la percepisce per l’intera durata. L’indennità infatti può essere percepita per la metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti. Una durata massima di 24 mesi quindi.

La NASPI senza tagli di assegno, chi può evitare le penalizzazioni

Per quanto detto prima, la NASPI anche adesso ha una normativa di vantaggio. Tutto dovuto dalla necessità di sostenere le persone colpite dall’emergenza, anche economica, successiva alla pandemia. Per esempio, in deroga alla normativa di riferimento, il cosiddetto decalage della NASPI scatta a partire dal sesto mese si fruizione e non dal quarto. Questo, per gli eventi successivi al primo gennaio 2022.  E quando parliamo di evento parliamo di perdita di lavoro e non di domanda di NASPI. In pratica le nuove regole non si applicano a chi ha perso il lavoro a dicembre scorso, e presenta domanda di disoccupazione tardiva, a gennaio o febbraio.

Ancora meglio va a disoccupati con almeno 55 anni di età compiuti alla data del licenziamento (o delle dimissioni per giusta causa). Per loro trattamento di maggior favore. Il taglio di assegno non scatta dal sesto mese di beneficio, ma dall’ottavo. Una novità che di fatto neutralizza la penalizzazione per tutti quelli che riescono a spuntare una indennità di 7 mesi se over 55. Dall’INPS una disoccupazione NASPI senza tagli anche per i lavoratori sotto i 55 anni di età che hanno 10 mesi di lavoro utile all’indennità. Per questi, avendo diritto a 5 mesi di indennità, ciò che prendono il primo mese sarà ciò che prenderanno l’ultimo mese di beneficio, il quinto appunto.

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