Cosa fare se la domanda di reddito di cittadinanza viene respinta?

Con l’incedere della crisi economica, molti single e famiglie confidano nel potenziale aiuto del reddito di cittadinanza (RdC). Tuttavia, il caso di una domanda non accolta non è affatto un’evenienza da escludere.

I motivi possono essere o perché non se ne ha diritto oppure perché si sono commessi degli errori in sede di compilazione della domanda. Ora, cosa fare se la domanda di reddito di cittadinanza viene respinta? Procediamo con ordine.

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I casi in cui  si respinge la domanda per mancanza di requisiti

Partiamo, anzitutto, vedendo in quali casi si respinge la domanda di RdC. Ciò può essere il caso di chi non soddisfa uno dei requisiti stabiliti per legge per poterne usufruire. La prima cosa da fare è allora quella di ricontrollare se i requisiti richiesti siano effettivamente soddisfatti per intero. Tra questi errori, quelli più comuni che si riscontrano maggiormente sono:

a) la presenza di un componente del nucleo familiare intestatario di un’auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc. Oppure di un’auto la cui immatricolazione è avvenuta nei 6 mesi antecedenti al giorno della richiesta del RdC;

b) ancora, il fatto che un membro del nucleo familiare risulti intestatario un’imbarcazione da diporto. Oppure di una moto di cilindrata superiore ai 250 cc;

c) di avere omesso l’esistenza di un componente del proprio nucleo familiare che già percepisce un aiuto economico dallo Stato;

d) il mancato requisito dei 10 anni di residenza in Italia, dei quali gli ultimi 2 continuativi;

e) avere un ISEE che non risulti al di sotto dei 9.360 euro oppure il non avere un reddito complessivo familiare sotto i 6.000 euro. Quest’ultimo si considera anche in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Vediamo cosa fare se la domanda di reddito di cittadinanza viene respinta

Questi dunque sono i casi più comuni, ma non è detto che ce ne siano altri non citati sopra. Dunque, procediamo in primis, a verificare il rispetto di quanto chiede la legge.

Tuttavia, se la domanda è respinta perché realmente manca uno o più dei requisiti fissati per legge, il discorso cambia. Nel senso che in quel caso non c’è alcuna soluzione percorribile. Semplicemente non si ha diritto al RdC.

La presenza di errori di compilazione

In altri casi, la domanda può essere respinta, per la presenza di errori di compilazione. La casistica più diffusa è quella in merito alla spunta di caselle errate o omesse e che siano influenti sull’esito finale della domanda stessa. In altri casi, succede che anche i Centri di Assistenza che l’hanno compilata possano aver fatto un errore. Oppure nella valutazione della domanda presso lo stesso istituto erogatore.

Ora, cosa si può fare in tutti questi casi? Una soluzione questa volta è possibile, nel senso che basterà ripresentare una nuova domanda che contenga i dati giusti, attendibili e corretti. Poi si procede ad inoltrare la istanza e si attende la processazione per conoscere l’esito.

In quest’ultimo caso, quando si avrà ottenuto un accoglimento successivo, ricordiamo che non si ha diritto alle mensilità precedenti. L’effetto non sarà retroattivo, nel senso che non riceveremo gli importi andati perduti per una prima istanza errata.

Abbiamo dunque illustrato cosa fare se la domanda di reddito di cittadinanza viene respinta.

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