Conferma di stagflazione e prospettive del settore edilizio

stagflazione

Sin dall’inizio del 2020, in alcune nostre analisi avevamo sottolineato la probabile ricomparsa di una situazione economica, legata a problematiche sul lato dell’offerta, a fronte dello sviluppo della situazione pandemica.

In particolare, avevamo sottolineato la probabilità del rischio di una situazione legata a criticità sul lato dell’offerta, unitamente ad una dinamica di ripresa dell’inflazione.

Tali prospettive venivano convalidate anche in base a quanto indicato dalla teoria dei cicli di Kondratieff. Ma era soprattutto la situazione pandemica a convincerci del quadro che si sarebbe delineato con maggior probabilità in un breve lasso temporale.

Ma quale era il fattore principale a spingere in direzione di una prospettiva critica sul lato della generale offerta di mercato e di una rinnovata dinamica inflazionistica?

Conferma di stagflazione e prospettive del settore edilizio

Il problema principale creato dalla pandemia veniva ricondotto ad una crisi sul lato dell’offerta, oggi sotto gli occhi di tutti.

In diversi settori si riscontrano problemi di approvvigionamento di materiali e semilavorati, a fronte di una crisi dell’offerta di molte aziende, a fronte delle restrizioni pandemiche.

La pandemia ha infatti ristretto in vari ambiti il numero degli operatori sul lato dell’offerta. Ha determinato spesso una produzione a spizzichi e bocconi, causando veri e propri colli di bottiglia.

E, come noto, pur a parità di domanda, la diminuzione dell’offerta contribuisce ad innalzare il livello dei prezzi. Livello che si impenna ulteriormente quando poi assistiamo ad una ripresa economica, ma in presenza di un limitato numero di operatori sul versante dell’offerta.

Le prospettive del settore edilizio

Un settore particolarmente in sofferenza, a fronte di problematiche come quelle sopra descritte, è quello edilizio.

In prossimità della scadenza di Bonus fiscali, come quello relativo alle facciate, abbiamo assistito ad un acuirsi della penuria di materiali e personale e ad una impennata dei costi.

Oggi è difficile reperire personale, ponteggi e materiali.

Se fino a qualche tempo fa certi materiali venivano consegnati in alcune settimane, oggi si parla di mesi.

In precedenti analisi abbiamo considerato anche le problematiche che possono nascere sul piano legale da una tale situazione.

Ma quali prospettive si presentano in tale settore e per i Bonus fiscali?

Le proroghe sinora certe riguardano il cosiddetto Bonus 110%.

Sul resto domina ancora molta incertezza, in particolare per il Bonus facciate.

A questo punto, però, siamo in grado di indicare, a tale riguardo, le principali ipotesi alternative, che stanno circolando.

Secondo una prima ipotesi, non ci sarà alcuna proroga e, con il 31 dicembre 2021, tale Bonus verrà definitivamente abbandonato.

Verso una possibile proroga?

Secondo un’altra ipotesi, potremmo invece assistere ad una proroga. Essa  consentirebbe di effettuare i lavori anche a tutti quei condomini e proprietari immobiliari che hanno visto i loro contratti di appalto in pratica non seguiti dai relativi lavori, a fronte delle problematiche di cui sopra.

Pare tuttavia più probabile che, in tal caso, cambierebbero le condizioni previste dalla normativa.

Non più uno sconto del 90%, ma solo più al 75%.

Non certo una differenza da poco.

Basti pensare che se prima con lo sconto al 90%, ad esempio era ipotizzabile su un preventivo di 100.000 euro, corrispondere solo 10.000 euro, tra incrementi di prezzo legati all’inflazione e sconto ridotto, i costi lieviterebbero non poco.

Quello che prima costava 100.000 potrebbe subire un incremento anche del 50%, quindi 150.000 euro.

E con lo sconto al 75%, si dovrebbe quindi corrispondere una somma attorno ai 37.500 euro.

Un incremento, a conti fatti, di quasi il 400%, rispetto ad un appalto stipulato con i vecchi prezzi e con lo sconto del 90%.

Conclusioni

A proposito di conferma di stagflazione e prospettive del settore edilizio, alcuni Bonus, in particolare quello dedicato alle facciate, non paiono quindi in grado di svolgere la funzione inizialmente prevista di sostegno al settore.

Anzi, condizioni economiche legate a dinamica inflazionistica e problematiche dell’offerta, stanno interessando diversi settori, tra cui certamente quello edilizio. Ed una abolizione o revisione al ribasso di certi Bonus, non potrà che determinare un aggravio della situazione esistente.

Pensiamo solo a tutti quei proprietari immobiliari che non hanno visto il proprio contratto di appalto adempiuto da parte della ditta incaricata.

Cosa faranno?

Si impegneranno in beghe legali di non poco conto, decideranno eventualmente di addivenire a nuovi contratti, decisamente meno convenienti per loro, o lasceranno perdere definitivamente l’idea di dar corso ad interventi edilizi sulle loro proprietà?

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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