Chi rischia un aumento dell’aliquota IMU sugli immobili

Di recente il Senato ha approvato il Disegno di Legge sulla rigenerazione urbana. Chi rischia un aumento dell’aliquota IMU sugli immobili? La misura punta a conferire ai Comuni la facoltà di aumentare l’Imposta Municipale Unica in base a specifiche condizioni. Cosa cambia per i cittadini? Quali provvedimenti si potranno attuare?

Quali sono gli obiettivi principali del Disegno di Legge

Lo scorso 10 marzo il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di Legge relativo alla rigenerazione urbana. La finalità principale del provvedimento risiede nella intenzione di promuovere il riutilizzo del patrimonio immobiliare già esistente. In questa maniera si punta a migliorare la sostenibilità edilizia, la sicurezza ed anche l’efficienza di tale patrimonio già esistente. Il documento concede altresì a Comuni e alcune Regioni la facoltà di aumentare l’imposta sugli immobili. Allo stesso tempo si prevedono sconti e agevolazioni per coloro che mettono in pratica interventi di riqualificazione edilizia. Si attende la fine del mese corrente per la presentazione degli emendamenti parlamentari. Vediamo dunque chi rischia un aumento dell’aliquota IMU sugli immobili e quali agevolazioni invece si riservano per opere di rigenerazione.

Quali incentivi sono previsti per gli immobili oggetto di riqualificazione

Come anticipato, l’obiettivo principe della manovra consiste nella promozione di quel patrimonio immobiliare che è già presente sul territorio. Nel testo del Disegno infatti si prevede l’approvazione di un Fondo nazionale MEF destinato alla rigenerazione urbana. A tale Fondo si dovrebbero destinare ben 500 milioni di euro a partire dal 2021 e fino al 2040. In tale ottica, sarà possibile disporre una riduzione dell’imposta in riferimento agli immobili che saranno oggetto di riqualificazione o opere di miglioria.

Si punta a recuperare edifici o intere aree che risultano in stato di abbandono o poco curate nelle città e nei Comuni in generale. Il testo del Disegno di Legge infatti individua diversi sconti destinati proprio agli immobili oggetto di riqualifica. Nel dettaglio, si prevede: una riduzione fino al 50% sulla tassa di occupazione del suolo pubblico; na decurtazione sugli oneri edificatori nella misura del 10%; un ammontare complessivo di imposta di registro, catastale e ipotecaria di 600 euro, ossia 200 euro per ciascun tributo.

In quali casi i Comuni o le Regioni potranno aumentare le aliquote

La nota dolente arriva invece per gli immobili che versano in stato di inutilizzo o figurano come incompiuti da più di 5 anni. I Comuni, o in taluni casi le Regioni, avranno la possibilità negli anni a venire di aumentare in maniera progressiva l’aliquota IMU. Chi rischia un aumento dell’aliquota IMU sugli immobili è proprio il cittadino che possiede immobili in tale stato. In questo senso si concede la facoltà ai Comuni di aumentare fino al triplo l’aliquota di base dell’IMU per ogni anno.

Tale aumento sarà possibile solo dopo un censimento di tutti gli immobili ad uso artigianale o commerciale che risultano inutilizzati da più di 12 mesi. Il censimento riguarderà quelli che sono localizzati nei centri storici o in quelli urbani. Altra facoltà di aumento è concessa in alcune circostanze anche alle Regioni. Sugli immobili abbandonati, inutilizzati o incompiuti esse potrebbero aumentare l’aliquota addizionale IRPEF per un valore pari allo 0,2%. Tali aumenti non ricevono applicazione se invece sono presenti interventi di riqualificazione.

Approfondimento

La Cassazione stabilisce che non si pagano le imposte per trasferimento di proprietà di un immobile in questi casi

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