Attenzione alla scadenza di questi buoni fruttiferi postali perché si perdono soldi e interessi se non rimborsati entro questi termini

Nei giorni scorsi l’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei riguardi di Poste Italiane a seguito dell’esposto presentato da Adiconsum Sardegna.

Ricordiamo che l’Antitrust è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM) e si occupa di tutelare la concorrenza e il mercato. Adiconsum, invece, è l’Associazione di difesa dei consumatori che ha presentato un esposto in difesa di alcuni sottoscrittori dei buoni.

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Cerchiamo di capire cos’è successo e quali sono i termini temporali da tenere sempre a mente. Infatti, attenzione alla scadenza di questi buoni fruttiferi postali cartacei nominativi perché si perdono soldi e interessi trascorsi alcuni termini.

La fattispecie in questione

Dunque, l’istruttoria aperta dall’Antitrust fa seguito all’esposto Adiconsum Sardegna. L’oggetto riguarda il caso di possibili “pratiche commerciali scorrette” circa il collocamento dei buoni fruttiferi postali (BFP). È doveroso sottolineare che si tratta per ora solo di un’indagine, cioè è tutto da verificare.

Alla base della segnalazione dell’Adiconsum Sardegna vi sono le denunce presentate dai risparmiatori sardi in BFP. Secondo questi risparmiatori, Poste Italiane avrebbe fornito poche informazioni in merito alla scadenza dei BFP. A dirla con le parole dell’esposto, vi sarebbero “carenti informazioni rese agli utenti circa i termini di scadenza dei BFP”. Quindi, continua l’Associazione, “delle conseguenze in caso di mancata richiesta di rimborso entro i termini di prescrizione”.

Una errata interpretazione dei vari termini, infatti, in alcuni casi può portare a perdere tutti i risparmi investiti. Il riferimento è ai BFP del tipo cartaceo, che si prescrivono trascorsi 10 anni dalla relativa data di scadenza.

Attenzione alla scadenza di questi buoni fruttiferi postali perché si perdono soldi e interessi se non rimborsati entro questi termini

Onde evitare di incappare in simili circostanze, è bene precisare alcuni aspetti riguardanti questi titoli. Essi sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati al pubblico tramite Poste Italiane (sportello fisico e tramite web).

I BFP maturano gli interessi sin dal primo giorno di sottoscrizione. Tuttavia, vengono riconosciuti al netto della tassazione (12,50%) al termine delle finestre temporali previste dal buono in questione.

Durante il periodo di maturazione del titolo, il risparmiatore ha sempre diritto alla restituzione del 100% capitale iniziale. Per quel che riguarda gli interessi, vale la specifica di cui sopra.

Gli interessi vengono maturati fino al periodo di maturazione previsto dal buono sottoscritto. Alla scadenza del titolo, il risparmiatore ha diritto al rimborso del capitale e relativi interessi (netti). Infine, in caso di dubbi sul calcolo degli interessi, è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario.

Quando i buoni fruttiferi postali diventano infruttiferi e/o si prescrivono

Alla scadenza naturale del titolo, il buono diventa infruttifero, cioè non rende produce più interesse. Solo i buoni ordinari emessi fino al 27/12/2020 sono fruttiferi fino al 30esimo anno successivo alla sottoscrizione.

Infine i buoni cartacei nominativi si prescrivono trascorsi 10 anni dalla data di scadenza del titolo. Tradotto vuol dire che dopo quella data sparisce il diritto al rimborso sia del capitale investito che degli interessi maturati.

Il discorso non vale invece per i buoni dematerializzati. Alla scadenza, infatti, il montante finale (capitale e interessi netti) viene automaticamente accreditato sul conto del risparmiatore.

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