Attenzione a non buttare questi documenti per ottenere un rimborso IRPEF fino a 1.550 euro sulle spese funebri

Le detrazioni delle spese funebri è una delle agevolazioni fiscali delle quali si può beneficiare in fase di invio della dichiarazione dei redditi. Affinché tale regola sia applicabile, è utile detenere una opportuna documentazione che attesti l’effettiva spese. Ecco perché si deve porre attenzione a non buttare questi documenti per ottenere un rimborso IRPEF fino a 1.550 euro sulle spese funebri. Di seguito illustriamo quali sono nello specifico i documenti di maggiore interesse.

Come funziona la detrazione delle spese funebri?

L’ammontare delle spese di funerale della persona cara rappresentano un costo piuttosto rilevante. Per alleggerire il carico fiscale, i contribuenti possono avvantaggiarsi di una detrazione IRPEF del 19% su un importo massimo di spesa pari a 1.550 euro. Questo è quanto disciplina l’art. 15, comma 1, lettera d, TUIR. Capita a volte che a sostenere la spesa non sia soltanto una persona, ma più di un familiare. In questo caso l’ammontare della detrazione si deve ripartire secondo delle regole precise.

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Nell’articolo “A chi spettano i soldi delle detrazioni per spese funebri” abbiamo spiegato proprio come si effettua questa divisione della detrazione. Come molti sapranno, dal 2020 le detrazioni sono applicabili solo per quelle spese che sono tracciabili. Ecco perché è opportuno conservare anche una specifica documentazione per dimostrare l’effettivo pagamento delle spese.

Attenzione a non buttare questi documenti per ottenere un rimborso IRPEF fino a 1.550 euro sulle spese funebri

Quali sono i documenti da conservare per beneficiare dell’agevolazione? Nella generalità dei casi, i documenti da custodire sono: ricevute fiscali o fatture che sono riconducibili al funerale. Quindi è opportuno non cestinare le fatture dell’impresa funebre e del fiorista e la ricevuta per i diritti cimiteriali che si versa al Comune di appartenenza. Altro dato importante riguarda il caso in cui siano più soggetti a sostenere la spesa. Immaginiamo ad esempio il caso di tre figli che si dividano l’ammontare dei costi di funerale del genitore. In questo caso, l’intestatario della fattura è una sola persona, ma la detrazione si dovrebbe distribuire su tre soggetti. Come fare?

In circostanze simili è necessario che sul documento originale della spesa si riporti una dichiarazione di ripartizione della spesa stessa. Tale dichiarazione deve essere sottoscritta anche dal soggetto a cui è intestata la fattura. Attenzione a non buttare questi documenti per ottenere un rimborso IRPEF fino a 1.550 euro sulle spese funebri dunque.

Per quanto riguarda le spese funebri sostenute all’estero, è utile conservare la documentazione in originale della spesa a cui è preferibile corredare una traduzione giurata in italiano. Nel caso in cui si tratti di lingua inglese, francese spagnolo o tedesco, può essere il contribuente stesso a sottoscrivere la traduzione.

Nel caso di documenti redatti in sloveno, non occorre traduzione laddove il contribuente risieda nella Regione Friuli Venezia Giulia e appartenga ad una minoranza slovena. Ricordiamo che nel modello 730 si deve compilare il Rigo E da 8 a 10 con Codice 14. Nel caso della dichiarazione precompilata, si completa il Quadro RP da 8 a 13 sempre con Codice 14.

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