L’assegno va pagato per questo motivo anche se la banca non protesta

L’assegno è uno strumento di pagamento molto frequente, ma se utilizzato male dà luogo a spiacevoli conseguenze, sia per il creditore che per il debitore. Attenzione alla revoca CAI: l’assegno va pagato per questo motivo anche se la banca non protesta.

A partire dal 2011, il nostro ordinamento ha previsto che per importi superiori a mille euro, gli assegni abbiano tutti la clausola della non trasferibilità. Questo per prevenire il fenomeno di riciclaggio di denaro.

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Oggi la banca fornisce ai propri clienti un carnet di assegni tutti contenenti la clausola di non trasferibilità. Ad eccezione della richiesta esplicita dei clienti circa il rilascio di un carnet “libero”. In tal caso, oltre a dover pagare l’imposta di bollo, il cliente richiedente, li potrà emettere ai fini della libera circolazione fino ad euro 999. Negli ultimi tempi, però, si assiste a sempre meno protesti da parte delle banche. Noi di Proiezionidiborsa ci siamo chiesti come mai.

Quale è lo scopo giuridico del protesto

Il protesto è un atto che serve a dare pubblicità del mancato pagamento dell’assegno, in virtù del principio di affidamento del terzo.

Trova la sua giustificazione, quando gli assegni sono trasferibili, costituendo il presupposto per l’azione di regresso, nei confronti dell’obbligato principale. Oggi, con il venire meno della trasferibilità degli assegni superiori a mille euro, viene a cadere anche la ratio del protesto.

Le banche non sono più obbligate a levare il protesto, in quanto la levata del protesto non inficia i diritti del creditore. Il quale, potrà comunque azionare la sua pretesa.

Questo non deve far pensare che il debitore resti indenne, qualora il creditore non agisca nei suoi confronti, perché la banca procederà alla segnalazione CAI. La segnalazione CAI comporterà la cosiddetta revoca di sistema, ovvero revoca del debitore segnalato di ogni autorizzazione ad emettere assegni per sei mesi. Sarà, inoltre, emessa una sanzione di carattere pecuniario dal Prefetto.

Il soggetto sarà reintegrato dal sistema al termine del periodo

Appare chiaro che l’assegno, per questo motivo, va pagato anche se la banca non protesta. Dunque, la segnalazione in CAI ha dei risvolti molto più gravi per il debitore, in confronto al protesto, che ha solo scopi di pubblicità.

Il debitore, considerate tali conseguenze, sarà sicuramente più invogliato a pagare, senza rischiare, così, di risultare un cattivo pagatore nel sistema di informazioni bancario.

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