A chi spetta la pensione di reversibilità

A chi spetta la pensione di reversibilità? È applicabile soltanto in caso di matrimonio o vale anche per le coppie di fatto? In caso di separazione e di coppie di fatto, cosa accade? Numerosi sono gli italiani che si pongono questi interrogativi circa la pensione di reversibilità e le modalità con cui far valere i propri diritti di fronte allo Stato. Pensare alla dipartita della persona con la quale si hanno condiviso esperienze significative è un’idea che non vorremmo far albergare nella nostra mente. Ma quando la sua esistenza giunge alla stazione d’arrivo, a noi tocca restare e continuare a lottare per la vita.

Cos’è la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è il trattamento erogato in favore dei familiari superstiti del pensionato deceduto o del lavoratore deceduto. In quest’ultimo caso si perla di pensione indiretta. La prestazione economica pensionistica viene erogata direttamente dall’Inps e viene calcolata in relazione al dato Irpef. Secondo quanto dichiarato dal Decreto legislativo 503/92, le reversibilità spetta solo se il lavoratore aveva accumulato, anche in periodo non continuativo, almeno 15 anni di contribuzione. Alternativamente, dopo 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la morte.

Chi può beneficiare della pensione di reversibilità?

Ci sono diversi casi in cui il familiare ha diritto alla pensione di reversibilità. Cerchiamo di capire a chi spetta la pensione di reversibilità. Nello specifico, coloro che ne possono beneficiare sono:

  • il coniuge;
  • i figli ed equiparati che alla data di decesso dell’assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall’età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo;
  • il coniuge separato (in tutti i casi);
  • il coniuge divorziato e non risposato titolare di un assegno divorzile;
  • l’ex coniuge, anche se dopo il divorzio e prima della morte il lavoratore o pensionato assicurato si sia risposato. In questi casi, in base alla legge n.74 del 1987, sarà il giudice a stabilire le quote che spettano al primo e al secondo coniuge;
  • in assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte del dante causa abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto;
  • in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto;
  • ai partner di coppie civili come stabilito dalla legge 76/2016, all’art. 1, comma 20: essa riconosce il diritto alla pensione di reversibilità al partner superstite di una coppia unita civilmente e formata da persone dello stesso sesso.

Chi NON beneficia della reversibilità?

  • La Corte di Cassazione, sez. lavoro, in tema di pensione reversibilità convivenza, con sentenza n. 22318 del 03.11.2016, ha precisato che la pensione di reversibilità non può essere riconosciuta al convivente della coppia di fatto;
  • Ai figli che abbiano compiuto il 18° anno di età, fatta eccezione nei casi in cui il figlio sia ancora in formazione. In quel caso si può mantenere la reversibilità fino ad un’età massima di 26 anni;
  • L’ex coniuge che ha contratto nuove nozze;
  • I genitori del defunto che non abbiano ancora compiuto il 65° anno di età o siano titolari di pensione diretta.

A quanto ammonta la reversibilità?

L’ammontare del contributo di reversibilità viene calcolato il percentuale in base al numero di persone che il pensionato o l’ex lavoratore aveva a suo carico e segue lo schema riportato:

  • Solo il coniuge 60%;
  • Coniuge con un figlio a carico 80%;
  • Coniuge con due o più figli a carico 100%;
  • Solo un figlio 70%;
  • Due figli 80%;
  • Tre o più figli 100%;
  • Solo un genitore 15%;
  • Due genitori 30%.

La pensione di reversibilità viene erogata a partire dal mese successivo la dipartita del pensionato o lavoratore, indipendentemente dalla data in cui è stata presentata la richiesta. Ora che abbiamo capito a chi spetta la pensione di reversibilità, per tutte le coppie felici ci auguriamo che questo momento giunga il più tardi possibile. La gioia di vivere insieme è un tesoro che va custodito con riguardo.

Consigliati per te