5 modi per non pagare legalmente la Tobin tax

Ora vi spieghiamo i 5 modi per non pagare legalmente la Tobin tax.

Dal marzo del 2013 il Governo italiano ha introdotto l’imposta sulle transazioni finanziari (Tobin tax) che si paga su azioni emesse da società con sede in Italia, sui derivati che hanno come sottostante queste azioni e su obbligazioni convertibili.

Sono assoggettate all’imposte le azioni che a novembre di ogni anno hanno almeno 500 milioni di euro di capitalizzazione.

L’aliquota è dello 0.10% sul valore del transato sui mercati regolamentati e dello 0.20% su mercati OTC

Un tassa sul fatturato e non sugli utili

La tassa sulle transazioni finanziarie è particolarmente invisa dai traders e investitori in quanto va a colpire non gli utili eventualmente generati, ma il semplice fatto di operare. Può quindi, paradossalmente, capitare di subire una perdita in conto capitale e dover pagare anche la tassa.

Per questo di seguito ti elenco 5 modi per non pagare legalmente la Tobin tax.

1)Acquistare azioni italiane ad alta capitalizzazione (esempio Eni, Telecom Unicredit ecc) ma effettuare operazioni intraday ovvero che si chiudono nel corso della stessa giornata.

2)Effettuare operazioni su azioni italiane con capitale societario al di sotto dei 500 milioni di euro. Sul sito del MEF sono pubblicate le liste delle società residenti nel territorio dello Stato, con capitalizzazione media inferiore a 500 milioni di euro nel mese di novembre 2019. Il trasferimento delle azioni di queste società è esentato dall’imposta sulle transazioni finanziarie nel 2020.

3)Acquistare azioni su mercati esteri, fondi, sicav, obbligazioni, ETF, ETC e valute.

4)Effettuare transazioni relative a prodotti o servizi qualificati come etici e sulle forme pensionistiche obbligatorie e complementari

5)Acquistare e azioni delle società quotate in Borsa italiana ma con sede all’estero come: FCA (Fiat), Ferrari, Exor, STMicroelectronics, Tenaris, Campari

Tobin tax è davvero efficace?

Da queste considerazioni dovrebbe nascere una riflessione per rimodulare l’imposta che (come visto) è facilmente eludibile. Inoltre produce un gettito molto inferiore delle attese dell’Erario e rischia di penalizzare le azioni quotate in Italia oltre che ridurre la liquidità (e quindi l’efficienza) della borsa milanese

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