Indennità di maternità fuori dai ricavi

L’indennità di maternità non rientrerà nel computo dei ricavi propri dell’attività svolta. Ciò equivale a dire che non farà cumulo con gli introiti percepiti ai fini dei 65.000 da dichiarare per rientrare nel regime. Le Agenzie delle Entrate si sono così espresse nel corso del 29° convegno del Telefisco 2020 a proposito del peso che l’indennizzo avrebbe sul regime forfettario. La percezione dell’indennità, come ricordato dall’Agenzia, costituisce un introito sostituto secondo l’art. 6, comma 2 del Tuir. Pertanto l’indennità di maternità, ai fini della tassazione, equivale ad un reddito sostituito. Dalle dichiarazioni dell’Agenzia si inferisce che “non costituisce ricavo o compenso, riferito alla somma dei ricavi e dei compensi derivanti dalle diverse attività esercitate”.

Dubbi e perplessità

La risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate durante il Telefisco 2020 presta il fianco a fraintendimenti e lascia spazio a perplessità. L’interrogativo riguarda la collocazione dell’indennizzo all’interno del modello Redditi. Ciò perché se l’indennità di maternità non costituisce ricavo ci si chiede come debba essere tassata, sotto quale voce. La lavoratrice in congedo con regime forfettario riceve un introito che non viene valutato alla stregua di un ricavo. Ciò risulta chiaro. Nebulosa si conferma tuttavia la modalità secondo cui tassare l’indennizzo che forse dovrebbe rientrare fra i “componenti positivi” del rigo LM22.

Il congedo maternità

Disciplinato dall’art. 6, comma 1 D.Lgs, 151/2001, il congedo di maternità riconosce alle donne il diritto di astenersi dal lavoro nei 2 mesi antecedenti il parto. Nel periodo post partum concede alla lavoratrice il congedo dall’attività lavorativa per i 5 mesi successivi alla data del parto. La lavoratrice può altresì decidere di rinunciare al periodo di congedo ante partum e di avvalersene solo dopo la nascita del figlio. Nel caso in cui il neonato necessiti di un periodo di ricovero ospedaliero, la madre può richiedere la sospensione del congedo. Il godimento dello stesso partirà e verrà computato a partire dal giorno in cui il neonato sarà dimesso dalla struttura ospedaliera.

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