4 ragioni per cui non conviene la cedolare secca e 2 per cui conviene

Quando si parla di cedolare secca per gli affitti, si fa riferimento ad un particolare sistema di tassazione. Esistono 4 ragioni per cui non conviene la cedolare secca e 2 per cui conviene utilizzarla. Di seguito ci occuperemo di analizzare i casi specifici in maniera da comprendere quando sia il caso o meno di usare la cedolare secca. Quando si possiede un immobile che si intende affittare è buona cura fare i conti sulle spese che il contratto di locazione ed altri oneri comporteranno. Per tale ragione, l’utilizzo della cedolare secca può essere conveniente in alcuni casi e meno vantaggioso in altri.

Cos’è

Con il termine “cedolare secca” si fa riferimento ad un regime facoltativo. Grazie a tale regime è possibile pagare un’imposta sostitutiva a quella Irpef in aggiunta a delle addizionali. Generalmente, il locatore che opta per la cedolare secca, si avvale di un’imposta sostitutiva. È necessario sottolineare che è possibile applicare la cedolare secca agli immobili che appartengono alle categorie catastali dalla A1 alla A11, esclusa la A10. In termini più semplici, la cedolare secca non è applicabile se il contratto di locazione riguarda l’uso dell’immobile per attività di impresa, professioni o arti. Con questo tipo di regime facoltativo, i redditi provenienti dalla locazione non sono più rilevanti ai fini del calcolo Irpef. Resta fermo che essi vanno ugualmente segnati in fase di compilazione della Dichiarazione dei Redditi. Le aliquote per la cedolare secca sono: il 10% per un contratto a canone concordato; il 21% per un contratto ordinario.

2 ragioni per cui conviene usare la cedolare secca

Fatta salva la regola secondo la quale vanno presi in analisi i casi singoli, possiamo affermare che la cedola secca conviene ai proprietari che hanno altri redditi a tassazione Irpef e a coloro che denunciano redditi elevati. Per meglio comprendere, è bene fare un confronto con il regime ordinario e verificare la convenienza della cedolare secca. Come sappiamo, al regime ordinario afferiscono le seguenti imposte:

  • Iperf;
  • imposta di bollo;
  • imposta di bollo su risoluzioni e proroghe della locazione;
  • imposta di registro;
  • imposta di registro in caso di risoluzione o proroga della locazione.

Con la cedolare secca, invece, si paga un’unica imposta sostitutiva del 21% o 10%. Se prendiamo in considerazione lo scaglione più basso del calcolo Irpef, cioè 15 mila euro, notiamo che la tassazione corrisponde al 23%. Pertanto, è facilmente intuibile la convenienza della cedolare secca.

Quali sono le 4 ragioni per cui non conviene la cedolare secca

Vediamo, invece, le 4 ragioni per cui non conviene usare la cedolare secca. Queste riguardano i seguenti casi:

  • il locatore goda di particolari elevate detrazioni fiscali e quindi bassi importi Irpef da versare. In questo caso non conviene pagare la cedolare secca se si può addirittura non pagare l’Irpef;
  • il contratto di locazione sia ad uso promiscuo. Quando, ad esempio, l’inquilino utilizza una parte dell’appartamento come studio, il pagamento della cedolare secca non è consentito. Lo stesso vale se il contratto di locazione è ad uso foresteria;
  • la cedolare secca non conviene quando il rischio di superare il reddito va ad inficiare la percentuale di pensione di reversibilità;
  • simile alla ragione precedente, la cedolare secca non conviene quando si corre il rischio di superare le soglie di beneficio legate all’Isee;

viste le principali ragioni di convenienza e sconvenienza, al locatore spetta l’ultima decisione. Si raccomanda di considerare la propria situazione economica prima di operare una qualsiasi scelta.

 

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