Zucchero di canna grezzo o integrale, questo è il dilemma

Zucchero di canna grezzo o integrale, questo è il dilemma da sciogliere.

E’ ormai un fatto notorio che tra lo zucchero raffinato bianco e quello di canna, sia da preferire, di gran lunga, quest’ultimo. Il problema che però resta da chiarire è di quale zucchero di canna fidarsi. Perché, a ben guardare, rientrano sotto la stessa denominazione più varianti. Partiamo dalla tipologia che solitamente si trova esposta in bustine monodose sui banconi del bar. Come sarà facile verificare si tratta di zucchero cosiddetto “grezzo”. Peraltro questa tipologia è facilmente distinguibile dal tradizionale zucchero bianco, grazie alla coloritura scura, tanto della bustina, quanto del contenuto. Ma attenzione, perché tutto questo potrebbe rivelarsi un vero e proprio specchietto per le allodole. Vediamo dunque di approfondire cosa si nasconde dietro all’amletico dubbio del titolo. “Zucchero di canna grezzo o integrale questo è il dilemma”.

Lo zucchero di canna grezzo o cristallino

Come in parte anticipato, lo zucchero di canna grezzo è la tipologia più comune che quindi è facilmente reperibile al bar. Si distingue dallo zucchero tradizionale per via della particolare coloritura ambrata. Non è quindi un caso che gli inglesi lo chiamino “brown sugar” ovvero zucchero marrone. Tale coloritura non deve però trarre in inganno. Infatti, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, l’aspetto più brunito dei granelli di zucchero è dovuto ai residui di melassa. Quindi nulla a che fare con una sostanziale diversità nella composizione rispetto allo zucchero bianco. Ciò significa che assumere zucchero di canna grezzo equivale ad assumere zucchero bianco. Vediamo allora di prosegure il nostro excursus dal titolo “zucchero di canna grezzo o integrale questo è il dilemma”.

La qualità integrale

La variante che invece si rivela molto più salutare è, al di là dell’aspetto non allettante, lo zucchero integrale di canna. Si tratta cioè di quella variante che, alle volte, solo su richiesta i baristi espongono. Non si tratta di bustine di zucchero ben separate l’una dall’altra, ma di blocchi molto più grandi e disomogenei di colore molto scuro e dall’aspetto piuttosto appiccicoso. Infatti questo zucchero più salutare viene servito in un contenitore di vetro al quale si attinge grazie ad un cucchiaino.

La “riserva aurea” di nutrienti, racchiusa in questo zucchero, risiede nel fatto che, a fronte di un ridotto contenuto di saccarosio, ci si guadagna in sali minerali e vitamine. Così assumendo zucchero integrale di canna, si introdurranno nell’organismo potassio e calcio, ma anche vitamine praticamente assenti nelle altre varianti. Certo va detto anche che si tratta di uno zucchero più umido e che quindi necessita di tempi più lunghi per sciogliersi. Inoltre, essendo meno dotato di capacità dolcificante, ne occorrerà un po’ di più, per sentirne gli effetti sulle bevande alle quali si aggiunge. Uno zucchero che si scioglie piano piano, come il nostro dilemma.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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