WEB TAX: ordine di frenata da Washington

Questa WEB TAX non s’ha da fare.

Scomodiamo il Manzoni perché il diktat americano ricorda molto quello che i bravi di Don Rodrigo fecero a Don Abbondio.

E il paragone Don Abbondio- Unione Europea ci sta eccome. In vari ambiti.

Della serie Europa autonoma finché da Washington non arrivano “ordini” ben precisi.

USA prima i dazi, ora gli ordini

Da poco ci hanno di 7,5 miliardi di dazi doganali, senza per ora ricevere nessuna contromossa (come almeno hanno fatto i cinesi). E ora “giustamente” gli americani possono anche permettersi di indirizzare le politiche fiscali altrui.

D’altronde se la controparte è totalmente priva di…spina dorsale è chiaro che il più forte ha campo libero.

In sostanza gli americani spingono a che l’Italia, così come gli altri paesi europei, non varino alcuna WEB TAX in forma autonoma.

Per gli USA si deve arrivare a una forma di WEB TAX globale condivisa,sullo stesso schema  di quella dell’Ocse presentata a Washington durante i recenti lavori del FMI.

L’ Italia si adegua

Comunque  a prescindere dai diktat americani l’Italia era già orientata ad adeguarsi.

“Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) ritiene che le WEB TAX nazionali comportino il rischio di una frammentazione legislativa che amplifichi quella già esistente a livello europeo in materia di tassazione del digitale.
La tassazione dovrebbe essere ispirata ai principi Ocse e colpire non gli indici tradizionali di capacità contributiva (reddito e patrimonio) ma altri indicatori che stimino con buon livello di approssimazione il valore creato con i beni/servizi digitali. Se nel termine stabilito del 2020 in sede Ocse non si pervenisse a soluzioni condivise, l’Unione europea deve porre in essere scelte autonome”.

Questo quando deliberato dall’assemblea del Cnel  con il documento “Principi fiscali internazionali e digitalizzazione dell’economia: osservazioni per un’equa fiscalità”.

Documento che disimpegnando l’Italia di fatto si auto adegua ai desiderata americani sulla WEB TAX.

Peraltro va notato come un quadro normativo completo oltre a dare positivo sviluppo ai diritti di autore sul WEB darebbe un introito fiscale importante alle singole nazioni e a carico di colossi che potrebbero tranquillamente permetterselo.

Quindi questa centralizzazione decisionale in materia voluta dagli USA, patria di Google, Amazon (AMZN), Facebook, Instagram & co risulta quanto meno sospetta e meritevole di forti dubbi sui suoi futuri sviluppi in termini di bene comune…

Approfondimento

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