Wall Street risale sui dati negativi

Quando proprio sembrava che Wall Street non reagisse nemmeno più a dati negativi ma non troppo, giusto quel tot non ancora in grado di smuovere la FED verso nuovi tagli dei tassi, ecco che oggi il sentiment è migliorato.

Complice anche il poco spazio ancora disponibile a livello probabilistico al ribasso le Borse in generale hanno innestato una reazione, un rimbalzo di cui è comunque complicato stabilire l’intensità.

Peraltro non possiamo escludere di avere già visto i minimi mensili delle Borse un po’ ovunque.

Il paradosso di Wall Street

Come spesso accaduto in un recente passato quando l’economia rallenta  le Borse risalgono.

Dopo che su numerosi desk si era temuto un vero e proprio collasso dei prezzi il paradosso dei dati macro negativi come alimento per le Borse ha funzionato di nuovo ieri sera a Wall Street.

Ovviamente dietro questa dinamica di ritrovato ottimismo vi è l’aspettativa che spinta da dati, certamente non recessivi, la Federal Reserve tagli nuovamente i tassi come abituale panacea.

Interessante è notare che i numeri inferiori alle attese hanno portato  gli analisti a rivedere fortemente al rialzo le probabilità di un nuovo taglio del costo del denaro già alla prossima riunione del 29 e 30 ottobre.

Si è passati da un prudente 40% a un convinto 75%.

Certamente anche le volatilità delle Borse che si è sommata alla frenata del settore manifatturiero nel generare questo spostamento delle attese.

Wall Street: niente recessione solo ricerca di denaro a sconto

Buste paga del settore non agricolo (Set) 136K 140K 168K
Saldo della bilancia commerciale (Ago) -54,90B -54,50B -54,00B
Tasso di disoccupazione (Set) 3,5% 3,7% 3,7%

 Anche il dato odierno sulle buste paga del settore non agricolo si può prestare ad alimentare la stessa corrente di pensiero e di aspettative verso la FED.

Qualcuno parla di recessione in arrivo negli USA. A nostro avviso a sproposito.

Anche il dato sulle buste paga infatti pur inferiore alle attese rimane agganciato ai massimi storici.

Come confermato poi anche dalla percentuale di disoccupati che addirittura scende a un eccezionale 3.5% che è certamente il picco minimo del decennio!

Quindi sostenere che Wall Street scende per timore di una recessione imminente è pura eresia.

In realtà agli operatori, alle grandi istituzioni finanziarie, interessa solo spuntare un nuovo abbattimento del costo del denaro.

Ciò in modo che le proprie operazioni a leva abbiano un costo e pertanto una redditività maggiore.

Piuttosto Trump dovrebbe prestare un occhio all’ulteriore peggioramento del saldo della bilancia commerciale USA.

Un calo che rappresenta un segno preciso che la guerra sui dazi sta producendo gli effetti esattamente opposti a quelli auspicati dalla Casa Bianca.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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