Wall Street diretta verso i massimi mensili proiettati?

Se prima erano i problemi geopolitici a tenere banco, adesso sono quelli di Apple a preoccupare Wall Street.

La situazione sui mercati

Listini Usa in pesante ribasso nel premercato. Alle 14.20 (ora italiana) i futures sull’S&P500 e sul Dow arrivano a perdere l’1%. Più forti le perdite sul Nasdaq: – 1,8%. Diversa la musica intonata ieri a Wall Street. Dow Jones e l’S&P500 hanno chiuso rispettivamente a 0,08% e 0,13%, mentre il Nasdaq Composite a 0,46%.

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Il motivo del pessimismo di oggi

Come anticipato, Apple è la causa di tutto. O per meglio dire: la Cina ed Apple. Ieri sera, infatti, la ditta di Cupertino, per voce del suo CEO Tim Cook, ha reso noti i tagli sulle stime riguardanti i ricavi del trimestre chiuso a fine dicembre. Numeri alla mano si parla di 84 miliardi di dollari contro i 91 miliardi previsti dagli analisti e gli 89-93 previsti inizialmente da Apple a novembre. In quell’occasione, inoltre, la società aveva deciso di non pubblicare più i numeri riguardanti le vendite di iPhone.

Un calo che è stato superiore anche alle precedenti proiezioni. Una notizia che ha portato il colosso a perdere oltre l’8% e soprattutto ha destabilizzato il settore hitech.

Il problema della Greater China

In realtà, come lo stesso Cook ha tenuto a sottolineare, il vero motivo è stato un rallentamento più forte del previsto sull’intero settore emergente. Il punto debole è la cosiddetta Greater China ovvero la Regione che include Cina, Hong Kong e Taiwan. A questo si aggiunga anche il fatto che sempre meno persone sono disposte a cambiare il proprio cellulare con alternative giudicate troppo costose.

La caduta di Apple pesa su Wall Street

A poco sono servite le rassicurazioni del Ceo che ha confermato un + 19% annuo sul resto delle voci (Servizi, Mac, iPad, accessori). Ma a prescindere da questo preoccupa anche un altro elemento da considerare. Ad agosto l’azienda fondata da Steve Jobs è riuscita ad agguantare il primato di mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Ieri arrivava a 749,4 miliardi di dollari. Dal primo posto di questa estate è scesa al terzo, preceduta da Amazon e da Microsoft, oggi in vetta alla classifica. Anche in questo caso sono i numeri a parlare: 776,2 miliardi per Microsoft e 752,6 miliardi per Amazon.

Dati Macro

Le attese sui dati macro di oggi riguardano l’indice settimanale dei mutui ipotecari, la stima ADP per dicembre nel settore privato. Occhi puntati anche sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, sull’l’indice ISM manifatturiero di dicembre e sulle spese per costruzioni a novembre.

Tendenza e segnali per i mercati di Wall Street

Wall Street continua nel suo rimbalzo e questo, fino a prova contraria,  potrebbe continuare anche fino agli inizi della prossima settimana. Non crediamo però che si andrà oltre il 9 gennaio ed oltre il 3% dai livelli attuali (area dei massimi mensili proiettati) . A cavallo di questa data e di quei prezzi si potrebbe/dovrebbe continuare a  scendere. In caso contrario, si salirà fino a metà febbraio…

Come al solito si procederà per step.

Frattale previsionale su scala settimanale per i mercati americani

In rosso la proiezione dell’anno 2018 su scala settimanale per i mercati americani

In blu il grafico reale alla chiusura del 28  dicembre

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Tendenza e proiezioni per la settimana di Wall Street del 31 dicembre
strumento tendenza area di massimo area di minimo punto di inversione
Dow Jones Rialzo   24.099/24.278  22.545/22.981 21.700
Nasdaq C. Rialzo   6.875/6.999  6.424/6.559 6.182
S&P 500 Rialzo 2.598/2.621 2.420/2.472 2.602

Tendenza e proiezioni indici di Wall Street per il 3 gennaio
strumento tendenza area di massimo area di minimo punto di inversione
Dow Jones Rialzo  23.600/23.689  23.161/23.290  22.925
Nasdaq C. Rialzo  6.734/6.779  6.589/6.643 6.501
S&P 500 Rialzo  2.548/2.566  2.489/2.511 2.462
(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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