Wall Street contro la Casa Bianca

La debolezza di questi giorni di Wall Street colpisce sia perché è inusuale vedere Dow Jones & co. in frenata maggiore rispetto ad altri listini sia perché la FED ha da poco nuovamente tagliato i tassi e ci si aspettava che le Borse USA gradissero.

Invece niente. Almeno per ora le Borse americane e non solo quelle, vedono soltanto il bicchiere mezzo vuoto.

Certamente le preoccupazioni espresse dalla FED avranno fatto pensare a molti che sarà meglio entrare sul mercato azionario quando questi timori si saranno veramente evidenziati con i relativi dati macro deludenti.

Ma il vero problema delle Borse è che la Casa Bianca non vuole una esplosione rialzista in questa fase storica.

Lo abbiamo più volte sostenuto: Trump punta ad arrivare alla campagna elettorale per puntare alla rielezione sostenuto dalla Pompa Magna di Borse ai massimi storici ed economia ancora in volo.

Borse mondiali USA-centriche

Volenti o nolenti i mercati azionari mondiali sono prima di ogni altra cosa USA-centrici.

Nel senso che l’economia USA e Wall Street sono fortemente condizionanti per tutti i listini globali.

Il più delle volte le Borse americane fungono da appiglio per evitare o contenere altrui crolli in altri, meno frequenti come ora, sono la zavorra che frena ogni euforia borsistica.

Che poi…dal punto di vista strettamente economico semmai sono gli USA a poter maggiormente credere nelle azioni.
Però quello che l’atteggiamento iracondo della Casa Bianca, sui dazi e non solo, ha sortito è stato il fare passare senza reazioni i diffusi tagli dei tassi di interesse praticati dalla banche centrali.

Manovre che solitamente avrebbero dato una bella spinta alle quotazioni azionarie.

Wall Street versus casa Bianca: scenario

In realtà è difficile che Trump e il suo staff possano governare ancora i 12 mesi che ci separano dalla campagna elettorale con questo tran tran di finte rotture e ritracciamenti.

Potrebbe essere probabile che venga concesso,grazie ad atteggiamenti più morbidi sui dazi e altri temi, il classico rally di Natale (anche per favorire i consumi)…

Per poi fare rientrare il tutto in range con nuovi Tweet battaglieri con l’anno nuovo.

Ciò  per riservare la fase Bolla a quando il carrozzone elettorale necessiterà di linfa vitale come quella offerta da Wall Street agli ennesimi massimi storici.

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