Verso la prima chiusura mensile dei mercati di Gian Piero Turletti

Gian Piero Turletti

Autore Magic box in 7 passi

Questo primo mese del nuovo anno si è rivelato particolarmente difficile per i mercati azionari: quale la sua opinione e sono ancora valide le indicazioni formulate nel report annuale?

Va subito chiarito che nel report venivano indicate alcune condizioni, per la validità delle indicazioni fornite.

In particolare, occorreva ed occorre che non intervenga una confermata inversione di lungo termine dei mercati.

Questa è una regola elementare, ma fondamentale: un trend si considera in corso fin tanto che non interviene un segnale in senso opposto a decretarne la fine.

Quanto alla discesa degli indici azionari, la mia opinione è che abbiano pesato alcuni fattori, la cui importanza è stata ingigantita dalla speculazione, in particolare news sul fronte bancario e dinamiche delle economie orientali.

La discesa è stata particolarmente marcata, considerato il rapporto tra spazio e tempo, cioè la velocità di discesa, e rare volte abbiamo assistito ad una discesa con questa caratteristiche.

Proprio con riferimento alla regola fondamentale ora ricordata circa la necessità di un’inversione, cosa può dirci?

Come dicevo, ben poche volte abbiamo assistito ad una tale velocità di discesa, e negli altri casi analoghi i mercati hanno poi conosciuto ampie reazioni in senso opposto.

Inoltre, il ribasso si è fermato al limitare dei confini del trend rialzista di lungo, il che fa ben sperare per una ripresa duratura, anche se nulla, a priori, può essere escluso.

Possiamo però dire che non è al momento sicuramente intervenuto un confermato segnale di inversione del trend primario rialzista, il che comporta che quanto definito nel report di inizio anno sia tuttora valido.

Soffermiamoci ora sulle possibili motivazioni del ribasso: quale la sua idea?

Come ho sottolineato anche in altri miei interventi, abbiamo assistito ad un chiaro esempio di discrasia finanziaria, tra realtà e rappresentazione mediatica di questioni economiche e finanziarie.

Le banche: è intervenuta, come ha spiegato Draghi, una richiesta di informazioni alle banche, che ha fatto ritenere che queste fossero sull’orlo del fallimento.

Il tutto, a sua volta, ingenerato anche dalla situazione di alcune piccole banche.

Cosa ricaviamo da tutto questo?

Che, evidentemente, la speculazione ribassista ha voluto sovrapporre la situazione di alcuni istituti di credito con altri, come se io dicessi che, visto che il bilancio della società A è messo male, deve per forza esserlo anche quello della società B, anche se evidentemente si tratta di un ragionamento infondato.

Altro fattore di distorsione del mercato la questione del bail in.

Va subito detto che certi rischi erano presenti anche prima, la differenza era che magari interveniva, prima, lo stato, praticamente una sorta di statalizzazione del rischio, cosa che, come sappiamo, confligge nettamente con i principi definiti in sede europea.

Ma, appunto, ancora una volta, la logica ci aiuta a capire che il bilancio di una società è sempre quello, anche se, mancando la possibilità di aiuti di stato, certo, le cose possono un po’ peggiorare.

Ma questo non deve portare ad alterare il giudizio sui bilanci di una società.

Con questo non esprimo un giudizio, negativo o positivo, sul bilancio di MPS o di altre banche, dico solo che il bilancio di un qualsiasi titolo va analizzato senza condizionamenti di un certo tipo.

Quanto alla situazione delle economie asiatiche, la realtà è molto semplice.

Queste economie stanno comunque crescendo, anche se, forse, meno rispetto alle aspettative di alcune analisi.

E le prospettive sul petrolio non sono mutate.

Ma, appunto, il fatto che crescano meno significa, pur sempre, che stanno crescendo, mentre la speculazione ha quasi formulato, invece, un’uguaglianza tra crescere meno e decrescere, altro esempio di divergenza tra realtà effettiva e rappresentazione degli eventi.

Veniamo, quindi, ai mercati azionari: quali prospettive?

Come preventivato nella mia precedente analisi di venerdì mattina, abbiamo assistito su quasi tutti gli indici ad una sorta di sincronizzazione ciclica rialzista, su time frame settimanale.

Incerto, invece, il ftse mib, con alcuni segnali rialzisti, ed altri che sono invece mancati per dare piena conferma all’impostazione bullish.

Questa settimana riveste particolare importanza, poiché la relativa chiusura coincide anche con la prima chiusura mensile del nuovo anno.

Vedremo, quindi, come si muoveranno i corsi.

Personalmente, ritengo possibile la formazione di minimi nella prima parte della settimana, con una ripresa e formazione di massimi nella seconda metà, e con una chiusura di conferma sopra determinati livelli supportivi.

In una successiva analisi approfondirò questi ed altri elementi tecnici.

Comunque, diciamo che lo scenario più probabile è quello di una possibile ripresa rialzista, da confermare nella settimana in corso, anche solo considerando che l’impostazione ciclica rialzista, su time frame settimanale, dovrebbe comportare rialzi almeno per un altro paio di settimane.

Come al solito si procederà per steps e invitiamo a leggere e consultare il nostro Blog Riservato per une visone Day by Day dei mercati e di più ampio respiro

 

 

 

 

 

I risultati delle previsioni presenti in questo articolo si basano su calcoli statistici spiegati negli ebook pubblicati da ProiezionidiBorsa ed elaborati sulla base dello storico dei prezzi a disposizione. (Ricordiamo, inoltre, di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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