Vendite allo scoperto vietate? Un gravissimo errore per la WSE

 Il divieto di vendite allo scoperto (o della totale chiusura della Borsa) è un refrain che puntualmente si verifica quando i mercati entrano nella fase orso. Ma la misura (adottata anche dalla Consob a metà marzo) è sensata e funzionale allo scopo per cui viene introdotta? Vendite allo scoperto vietate? Un gravissimo errore per la WSE, ossia la World Federation of Exchanges, la Federazione mondiale delle Borse. Sappiamo che lo short selling è quella pratica con cui si vendono azioni che in realtà non si posseggono. Queste vengono prestate (a interessi sopra la media) dal nostro broker per farci assumere posizioni al ribasso. Il guadagno in questo caso è direttamente collegato alla perdita di valore del titolo che stiamo shortando. E perché scatta il divieto? Il motivo ufficiale è per evitare che la speculazione si abbatta sui corsi azionari e ne infici i valori delle sottostanti capitalizzazioni. Ma anche, e dirla tutta, per proteggere indirettamente le aziende (nazionali) contro possibili rischi da OPA. Che scatterebbero a frotte quando i prezzi di Borsa sono massacrati.

Le dure accuse del CEO N. Sukumar

Il quesito è quindi: vendite allo scoperto vietate? Un gravissimo errore per la WSE . Per capirne di più bisogna mettere a fuoco il soggetto, ossia il “prezzo” del titolo: qual è la sua funzione? I prezzi di Borsa riflettono sempre le aspettative dei bilanci dei futuri esercizi dell’azienda che rappresentano. Ora, se l’economia è attesa in recessione, come possono i prezzi dei titoli non scendere? È impossibile, a meno che non se ne voglia artificialmente mantenere alto il valore. Forse sarebbe stato più corretto porre dei limiti ai crolli giornalieri, più che negare lo strumento short in assoluto. «Vietare le vendite allo scoperto interferisce con la formazione dei prezzi, aumentando l’incertezza», ha dichiarato Nandini Sukumar, CEO della WSE. «Questo può solo amplificare artificialmente la volatilità e la probabilità di default, l’effetto opposto a quello dichiarato. E ostacolare la capacità dei mercati di servire l’economia reale». Parole chiare.

La funzione dei mercati

«I divieti di vendita allo scoperto inibiscono il corretto sviluppo del mercato piuttosto che promuoverlo» continua Sukumar. Vendite allo scoperto vietate? Un gravissimo errore per la WSE. Questa sostanzialmente invita a riflettere sul fatto che una simile misura rende deboli e meno accurate le informazioni contenute nel prezzo che poi trasmette al mercato. Per lui quindi si tratta di divieti che «minano il ruolo cruciale che la negoziazione svolge nel determinare il prezzo finale degli strumenti finanziari in un dato momento». Detta in parole semplici è come se si rendesse zoppo il mercato di uno dei due soggetti economici, il venditore.

L’esigenza di non falsare i “valori veri” di mercato

Quindi, vendite allo scoperto vietate? Un gravissimo errore per la WSE. Per la Federazione infatti và data preminenza all’esigenza di avere corsi azionari in linea coi bilanci sottostanti. «Il calo dei prezzi indica che le aziende dovrebbero essere meno redditizie in futuro». Infatti, di un qualunque titolo azionario, fatturato e utili, al pari del suo grafico, sono importantissimi per capirne il vero valore. Infine, la Federazione ricorda come «anche in un mercato al declino, la vendita allo scoperto è solo una piccola parte dell’attività di mercato, rispetto alla vendita di posizioni lunghe esistenti». Sarà. Di certo per adesso abbiamo che i prossimi 2 mesi e mezzo il divieto sarà in vigore a Piazza Affari. Basterà o sarà prorogato? Difficile rispondere per adesso. Dipendiamo tutti, short selling incluso, dall’evoluzione del Covid-19 e dello stato di salute dell’economia. Saranno loro i driver in merito alla proroga o alla rimozione del divieto in questione.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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