Vaccini, i no vax li rifiutano, ma senza saperlo li finanziano

Il Governo Draghi studia un decreto legge per introdurre il vaccino obbligatorio contro il coronavirus per il personale sanitario che lavora a contatto con i pazienti.

Intanto, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, l’AGENAS, fa i conti. Sta compiendo una ricognizione per capire quanti siano effettivamente i lavoratori del comparto che finora non hanno ricevuto nemmeno la prima dose.

Secondo le prime stime, in valore assoluto, gli operatori sanitari “no vax” potrebbero essere fra i 30 e i 35.000, includendo nel calcolo anche dipendenti delle cliniche convenzionate e le case di riposo.

Il rifiuto del vaccino è presente anche in altri settori delicati della Pubblica Amministrazione. Dalla scuola ai dipendenti comunali, dalle municipalizzate ai territoriali e sociali. In alcune aree, come l’Alto Adige, la protesta “no vax” appare convinta. Ma i numeri totali degli aderenti in Italia non ci sono, né nel settore pubblico né in quello privato.

Ecco, però, un dato inequivocabile: la cosa incredibile che fanno molti convinti “no vax”, senza saperlo. Finanziare loro stessi la produzione di vaccini.

Prima di scrivere, impariamo a leggere

Vaccini: i “no vax” li rifiutano, ma senza saperlo li finanziano. Già, attraverso il proprio risparmio gestito. Cosa che stanno facendo i gestori dei loro fondi o delle loro polizze vita.

Nel solo settore pubblico sono milioni di dipendenti che hanno rinnovato di recente i loro contratti in banca, dal broker, dal promotore o in agenzia. Ma non basta.

Che cosa stanno facendo i gestori dei grandi fondi pensione integrativi e privati? La stessa cosa. Con i soldi di milioni di “no vax” , inclusi anche quelli dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti, la finanza italiana sta foraggiando, direttamente o indirettamente, le case farmaceutiche mondiali che producono i vaccini per immunizzarci dal Covid 19. E agli orgogliosi obiettori affibbiano pure salate commissioni. Insomma, prima di mettersi a scrivere un cartello di protesta, varrebbe la pena di andarsi a leggere un rendiconto.

Vaccini, i no vax li rifiutano, ma senza saperlo li finanziano

Vediamo, per esempio, chi finanzia la casa farmaceutica Johnson & Johnson. Con una briciola dei loro risparmi, tutti gli operatori del settore pubblico che aderiscono al fondo pensione Perseo Sirio. Che, come si legge nell’ultima relazione sulla gestione finanziaria, continua a investire il patrimonio (200.317.777,12 milioni di euro) con una diversificazione attenta.

Diamo un’occhiata al comparto garantito, che presenta un portafoglio di investimenti super diversificato. La performance annuale, si legge, è ancora migliore del benchmark. Oltre a sfruttare il rendimento dei depositi bancari, Perseo Sirio investe in titoli governativi italiani, fondi, ETF, obbligazioni corporate italiane e straniere.

Sul sito del fondo pensione, in fondo all’ultimo report relativo a gennaio 2021, si trova l’elenco di tutti gli strumenti scelti. Tra cui questo (codice ISIN IE00B52SFT06) che investe su vari titoli USA, fra cui Johnson & Johnson. Vale a dire la casa farmaceutica statunitense che attualmente sta puntando tutte le risorse che può sulla produzione dei vaccini. E che presto sbarcherà con le sue dosi anche da noi.

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