Vaccinare i figli sì o no

 Negli ultimi anni grazie alla politica internazionale di vaccinazione, è decisamente migliorato lo stato di salute dell’intera popolazione mondiale. Grazie anche all’impegno costante delle fondazioni umanitarie i vaccini sono arrivati a coprire quasi tutte le zone del mondo. Malattie un tempo devastanti come la poliomelite, la difterite e la rosolia sono andate quasi scomparendo. In Europa addirittura già dal 2002 la commissione continentale della sanità aveva dichiarato debellata e scomparsa la poliomelite dalle nazioni Ue. Alcuni casi prima sporadici, poi ripetuti, ripresentatisi in Israele e in alcune zone orientali dell’ex Unione Sovietica hanno riportato d’attualità la necessità di continuare a somministrare i vaccini, soprattutto ai bambini.

Vaccinare i bambini sì o no

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Quando si affronta l’argomento di vaccinare i figli sì o no, si scatena un dibattito infinito. Soprattutto nell’ultimo decennio è aumentata la corrente dei sostenitori del “No” al vaccino dei bambini, sull’onda di alcuni casi di morte infantile post vaccino. Secondo il Servizio Sanitario nazionale è opportuno vaccinare i bambini per impedire di riaprire strade ormai chiuse in Italia a certe epidemie. La maggior parte di medici e scienziati opta chiaramente per effettuare le vaccinazioni almeno del ciclo primario.

Prime vaccinazioni

Il ciclo primario delle vaccinazioni, somministrate al compimento del terzo mese di età del bambino, comprende il cosiddetto ciclo esavalente, che difende da difterite, tetano, epatite B, pertosse ,poliomelite e influenza emofila di tipo B. Dopo due settimane, il bimbo viene vaccinato anche per lo pneumococco e il meningococco B. I pediatri consiglio assolutamente di eseguire la profilassi anche contro il rotavirus, che provoca gastroenteriti virali mortali. Infine, nel secondo anno di vita, ecco il vaccino trivalente per morbillo, rosolia con varicella e parotite e infine il meningococco C. In queste settimane, caratterizzate dalla pandemia, è sorto il dibattito se vaccinare o meno i bambini contro l’influenza. Al momento nessuna indicazione precisa è stata data dalle autorità, ma è possibile che nei prossimi mesi venga valutata anche questa opportunità.

Come funziona un vaccino

Un vaccino e suoi componenti, ovvero per la maggior parte sostanze da esso sintetizzate e agenti microbici vivi ricavati dei virus, hanno il compito di stimolare il sistema immunitario senza però provocare il sintomo della malattia che si vuole prevenire. Questa squadra di difesa è composta dai cosiddetti antigeni, che possono richiedere l’aggiunta di sostanze esterne in grado di completarne l’efficacia immediata e nel tempo. Alcuni vaccini richiedono anche l’aggiunta di conservanti e antibiotici in quantità molto limitata, proprio per prevenire la crescita dei batteri nel tempo, ma ecco il fulcro del vaccinare i figli sì o no. Ovviamente tutte queste sostanze vengono sottoposte ad una sperimentazione specifica e duratura nel singolo vaccino o in associazione con altri. La polemica con il fronte del “No” al vaccino si basa sul fatto che non ci sia il 100 per 100 di sicurezza che non vi siano effetti collaterali.

Vaccinare i figli sì o no

Se si prendono i milioni di vaccini effettuati, la possibilità che il vaccino possa portare a conseguenze collaterali e quindi mortali sono davvero minime. In realtà i casi in cui il vaccino svolga gli effetti contrari vengono definiti di reazione avversa e possono essere dovuti a predisposizioni individuali o a normali risposte del nostro organismo. Nel caso in cui avvenga questo, il malato viene sottoposto a tutta una serie di controlli per garantire la sua stessa salute e per capire i motivi dei problemi insorti. I medici in sostanza nel consigliare ai genitori la vaccinazione dei figli, mettono sul piatto della bilancia il concetto di preservare la vita da un pericolo vero. Pertanto questo pericolo, cioè la malattia, va considerata come il mezzo più importante per evitare di incorrere nei virus. In sostanza i benefici del vaccino, seppur con qualche pericolo, devono essere intesi come superiori ai rischi.

I dati del Ministero della Salute parlano di un caso su 1.000.000 di morti per vaccino da morbillo. Di quattro casi su 100.000 di complicanze sulla varicella, di un caso su 100.000 nelle epatiti. In Italia l’Agenzia Italiana del farmaco si occupa di raccogliere le segnalazioni dei vaccini avversi, registrarli e segnalarli al Ministero. Solo il 6 per 100 dei casi di vaccini avversi si è rivelato grave. In conclusione, quindi, come segnalato da ogni medico, il vaccino come tutti i medicinali può dar luogo spesso a reazioni naturali come la febbre. solo raramente gli effetti collaterali possono portare alla morte.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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