Usa: economia tra Pil in calo e caos Fed

Aumentano i timori di una flessione dell’economia, soprattutto dopo la pubblicazione dei dati sul Pil Usa.

Il dato del Pil Usa

Il dato finale del terzo trimestre ha visto un rialzo del 3,4%, poco sotto il 3,5% della lettura preliminare e ben al di sotto del 4,2% del secondo trimestre. La delusione arriva dal fatto che gli esperti si aspettavano una conferma del 3,5% già espresso. Ma non solo. Una delusione arriva anche dal dato sugli ordini di beni durevoli di novembre. 0,8%, che però non rispecchia l’1,2% delle attese. Un dato negativo anche se scorporato dalla voce trasporti: in questo caso di vede un calo dello 0,3% contro stime che parlavano di un rialzo dello 0,2%.

La view di Paulsen

Con uno sguardo ai dati macro, Jim Paulsen sottolinea che ultimamente le preoccupazioni degli investitori si stanno moltiplicando.

Una correzione più profonda e una crescita economica ancora più debole sono le premesse negative che però anticiperebbero un mercato rialzista. In altre parole: le cose dovrebbero peggiorare con un’ulteriore sell off sui mercati, prima del ritorno di un bull market.

Il paradosso, continua Paulsen, è quello di dover affrontare una mentalità da stagflazione. In questo caso, con la presenza di investitori tarati su questa modalità, sarà difficile per il toro ritornare sui mercati.  Recentemente sono infatti aumentati i sospetti per l’arrivo di una recessione ma allo stesso tempo anche le pressioni di surriscaldamento dell’inflazione.

Il crollo post-Fed

I mercati, recentemente, hanno dovuto fare i conti anche con la delusione di una Fed più aggressiva del solito. Durante l’ultima conferenza stampa del 2018, infatti, il governatore Jerome Powell ha detto che sicuramente e nel prossimo anno ci sarebbero stati altri due rialzi. Una certezza che, quindi, non teneva conto dei timori di una flessione potenzialmente in arrivo. E’ bastato questo per portare un’atmosfera di incertezza sui mercati.

L’interpretazione di El-Erian

La reazione di forte delusione, si è concretizzata in una serie di ribassi continuati fino ad oggi. Per questo motivo Mohamed El-Erian ha parlato di una strategia precisa. Secondo l’economista, infatti, Powell avrebbe deciso di adottare un tono severo per spezzare la dipendenza dei mercati dalle azioni della Banca centrale.

La rassicurazione di Williams

A rassicurare gli operatori, però, ci ha pensato qualche ora fa John Williams, numero uno della Fed di New York. Il terzo uomo più importante nella gerarchia fed ha ricordato che nel prossimo futuro saranno ascoltati oltre ai mercati, anche altre i dati macro. Un approccio che, ha ricordato sempre Williams, è stato sempre adottato dalla Fed e continuerà ad esserlo. Niente pilota automatico, quindi e massima flessibilità.

 

 

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