Unione Europea poco costruttiva?

Ogni giorno di più i dati macroeconomici ci dipingono un’Europa o meglio una Unione Europea poco costruttiva.

Dati in calo, provvedimenti sempre nella direzione di un rigore che sta vieppiù impoverendo le popolazioni europee  favore di una fascia ristrettissima di eletti.

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Di cambi di rotta nemmeno a parlane così come di soluzioni innovative.

Vediamo la conferma anche dai dati di ieri.

Dati macroeconomici del 28 gennaio

    EUR Massa monetaria M3 (Annuale) (Dic) 4,1% 3,8% 3,7%
    EUR Prestiti ai privati (Annuale) 3,3% 3,4% 3,3%

 Vedere la massa monetaria in euro in aumento e i prestiti ai privati in calo è la ricetta peggiore per fare ripartire l’economia europea.

Vuole dire continuare a dare soldi alle banche che a loro volta non li impiegano per l’attività creditizia o per lo meno finanziando solo chi ha redditi certi frenano la nuova imprenditorialità e penalizzano le aziende al primo impaccio.

Nessuno pretende che si torni al sistema di credito incontrollato che ha portato alla crisi del 2008 ma che le banche ormai non accettino più alcun livello di rischio pare eccessivo.

Draghi e Unione Europea avanti tutta sempre voltandosi indietro

Nel contempo nei giorni scorsi  Draghi ha annunciato che la BCE potrebbe riavviare il programma di acquisto titoli di stato.
Ecco appunto un nuovo QE in soli titoli di stato lascerebbe nuovamente le banche liquide ma ingessate e pertanto non in grado di dare il normale apporto al ciclo economico.

Draghi ha anche precisato che se fosse necessario la BCE potrà intervenire con varie modalità. Ha parlato di una non meglio identificata cassetta degli attrezzi

Ancora una volta però senza specificare quali e dunque lasciando intendere che si tratterebbe semmai del famoso LTRO e non del riacquisto degli asset tossici. Manovra di riacquisto che invece sarebbe fondamentale per liberare finalmente le banche di questo fardello come invece accaduto negli USA e in Gran Bretagna.

La cosa positiva è che comunque Draghi ha escluso che queste necessità possano presentarsi già nel 2019…staremo a vedere  così come verificheremo se i mercati gli crederanno…e dove andrà l’Unione Europea.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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