Una strategia per trend rialzisti di lungo

Secondo talune concezioni, i mercati azionari sarebbero sempre improntati ad un trend rialzista di lunghissimo termine.

In altri termini, qualsiasi calo delle quotazioni sarebbe destinato ad essere superato da ritorni superiori ai precedenti massimi, già raggiunti.

La spiegazione di tale concezione riconduce al concetto che l’economia, nonostante fasi di stagnazione o recessione, sul lungo termine è destinata ad un trend sempre in crescita. Ne conseguirebbe che i ribassi, in tale ottica, sarebbero da considerare solo come occasioni d’acquisto.

Non sempre si riscontrano tali caratteristiche su tutti i mercati, in realtà.

O quanto meno assistiamo a tempistiche differenti, per la realizzazione di una siffatta dinamica.

Ad esempio l’indice giapponese Nikkei 225 ha da poco raggiunto i livelli toccati nel 1990, ma non ha ancora eguagliato il top raggiunto nel 1989.

Sul Ftse Mib le quotazioni sono ancora inferiori al massimo raggiunto nel 2007.

Indici che invece non si sono smentiti, quanto a superamento dei precedenti massimi, sono quelli americani. È quindi interessante comprendere una possibile strategia non di trading, ma di investimento di medio e lungo termine sul mercato azionario a stelle e strisce.

Una strategia per trend rialzisti di lungo

Una possibile strategia è quella di investire dopo un certo ribasso.

Non tutta la somma disponibile, ma solo metà al raggiungimento di una certa percentuale di ribasso.

Se poi questo ribasso prosegue, l’altra metà è da investire dopo il raggiungimento della seconda percentuale di ribasso.

Considerando i maggiori ribassi raggiunti sull’indice S&P 500, a partire dagli anni ’60, notiamo che questi possono variare da un -20% sino a circa un quasi -60%.

Si può quindi decidere di investire una prima metà della somma disponibile in caso di discesa di un circa 30%.

Una seconda metà potrebbe essere investita in caso di proseguimento della discesa, quando le quotazioni abbiano perso, dal precedente massimo, circa il 50%.

Pregi e limiti della strategia

Una tale strategia ha pregi e limiti.

Intanto, va richiamato che non sempre potranno verificarsi determinate condizioni, il che implica che, per investire con determinati presupposti statistici a proprio favore, occorre attendere l’occasione giusta.

Ma al contempo questa strategia comporta, nella peggiore delle ipotesi, ossia una caduta delle quotazioni oltre il limite del meno 30% dal precedente massimo, una sicurezza di investire a livelli particolarmente bassi.

Infatti investendo la stessa quantità di denaro sui due livelli del meno 30 e meno 50%, è come se avessimo investito a meno 40%.

Una tale percentuale del prezzo di acquisto, sul precedente massimo, avrebbe consentito un recupero ed un successivo guadagno.

In particolare, una discesa oltre il 30% dal precedente massimo si è verificata tra il 2007 ed il 2009.

Tuttavia, acquistando per metà dell’investimento al raggiungimento di ognuna delle due percentuali sopra precisate, si sarebbe potuto ottenere un pieno recupero della somma dopo alcuni mesi, risultando un investimento a meno 40% dai precedenti massimi.

Certo, nulla può essere escluso a priori, ma se è per questo, dobbiamo considerare che persino il massimo precedente alla crisi del ’29 è stato poi superato, anche se ovviamente c’è voluto molto più tempo.

Il trucco sta nel non investire se non la somma di cui possiamo fare a meno per altre esigenze.

Pertanto, pur non potendosi in teoria escludere anche eventi catastrofici ed impensabili (per certi versi anche una pandemia lo è), la strategia sopra esposta per trend rialzisti di lungo garantisce ampi margini di guadagno e di eventuale recupero del capitale investito, in caso di eventi avversi.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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