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Una sentenza che potrebbe cambiare la vita a migliaia di persone

Lo staff di Proiezionidiborsa vuole segnalare una situazione paradossale in cui versano moltissimi insegnanti italiani. Una nostra lettrice ci ha informato sulla condizione di migliaia di docenti che rischiano di essere discriminati dal Ministero dell’Istruzione. Anche in questo caso abbiamo approfondito il tema, come avevamo fatto in questo articolo su stranieri e reddito di cittadinanza. In Italia, il percorso per diventare insegnati di ruolo è complesso e tortuoso.

Attualmente infatti, sono necessarie una laurea magistrale, un’abilitazione ed il superamento di un concorso pubblico. Anche per accedere all’abilitazione, l’aspirante insegnante dovrà affrontare una selezione pubblica. Inoltre, negli ultimi anni il Ministero non ha bandito le selezioni per le abilitazioni di diverse materie. Questo ha impedito a molti candidati idonei di intraprendere la strada per il ruolo. Tanti aspiranti docenti hanno, quindi, dovuto affrontare un percorso alternativo, spingendosi ad enormi sacrifici familiari ed economici. Hanno dovuto conseguire l’abilitazione in un altro Paese comunitario, nel nostro caso specifico la Romania.

Una sentenza che potrebbe cambiare la vita a migliaia di persone

Molti docenti hanno affrontato sacrifici per sostenere l’abilitazione in un altro Paese. Spese in trasferte e costi di studio, penalizzando il lavoro a causa dei continui spostamenti. Senza contare l’impatto sulla famiglia, particolarmente pesante per chi come la nostra lettrice è mamma di bimbi piccoli. Queste persone hanno anche dovuto affrontare uno stigma sociale da parte dei colleghi. Alcuni infatti vedevano questo percorso solo come una scorciatoia.

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Il D.D. G. 85/2018 del MIUR ha ammesso con riserva al concorso per il ruolo 2018 le persone non abilitate in Italia. Questi hanno sostenuto il concorso, alcuni anche l’anno di prova previsto per accedere al ruolo. Salvo dopo pochi giorni dall’ottenimento della cattedra venire espulsi dalle graduatorie. Un avviso della Direzione Generale prot. 5636 e una Nota Ministeriale del 23 luglio 2019 non riconoscevano il titolo come abilitante. E conseguentemente li escludevano dalle graduatorie. Ma ecco una sentenza che potrebbe cambiare la vita a migliaia di persone ristabilendo giustizia.

Consiglio di Stato sentenza n. 04825/2020

Secondo il Consiglio di Stato, il MIUR ha disatteso le norme comunitarie che stabiliscono l’obbligo di riconoscere in automatico i titoli comunitari. Sulla base di ciò i titoli conseguiti in Romania, così come i titoli conseguiti in Italia non necessitano di mutuo riconoscimento. E’ quindi una sentenza che potrebbe cambiare la vita a migliaia di persone riabilitandole professionalmente. Ristabilendo la loro posizione nelle graduatorie ed i contratti di ruolo per chi aveva superato l’anno di prova. Quest’ultima sentenza di merito del Consiglio di Stato del 29 luglio stabilisce per i ricorrenti la possibilità di risultare abilitati all’insegnamento.

Ad oggi però, ogni persona che ha sostenuto questo percorso dovrà portare avanti la propria causa in tribunale per ottenere giustizia. La redazione di Proiezionidiborsa si augura che venga presto fatta chiarezza. Così da permettere a queste persone di godere del diritto di lavorare nell’ambito in cui credono ed hanno investito anni di sacrifici.

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