Una salamoia buonissima e molto nutriente fatta con gli scarti del cavolfiore

Il cavolfiore lo troviamo spesso sulla tavola d’autunno. Edè proprio con le parti che normalmente si scartano, che si prepara questa salamoia, preparazione molto celebre in Corea. Il suo nome è Kimchi, ed è una salamoia buonissima e molto nutriente fatta con gli scarti del cavolfiore.

Come si riconosce un buon cavolfiore

E’ l’ortaggio più consumato in Italia e non a caso. Se ne trovano in giro di tre colori: il classico bianco, il viola e il verde. Il cavolfiore bianco si trova da ottobre a gennaio. Ha questo colore perché le sue foglie lo avvolgono e lo proteggono dalla luce, non facendogli subire cambiamenti di colore.

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Quando si va in negozio il cavolfiore giusto ha le foglie croccanti e ben attaccate al fiore bianco. Questo poi deve mostrarsi ben compatto e senza annerimenti.

Le sue proprietà nutritive sono importanti per l’alimentazione. E’ ricco di vitamina C, polifenoli e fibra. La vitamina C è molto utile in questo periodo per potenziare le difese immunitarie. I polifenoli svolgono una forte funzione antiossidante e antinfiammatoria, proteggono le cellule e regolano i livelli di colesterolo.

Questo piatto coreano è molto nutriente, si può consumare assoluto o aggiungendolo ad altre pietanze.

Ingredienti:

a) 1kg di torsoli e foglie di cavolfiore;

b) 2 ravanelli;

c) 4 cipolle e 4 porri o cipollotti nella parte verde;

d) 6 spicchi d’aglio;

e) 4 cucchiai di peperoncino essiccato;

f) zenzero sbucciato;

g) 1 tazza di sale;

h) 250ml di salsa di soja o di pesce, oppure in sostituzione dell’aceto balsamico;

i) ½ tazza di farina di riso o in alternativa la farina di frumento.

Preparazione del Kimchi

Come preparare una salamoia buonissima e molto nutriente fatta con gli scarti del cavolfiore? Si tagliano i torsoli e le foglie a piccole fette e si mettono in acqua  e sale (1/2 tazza) fino a coprirli. Si mette un peso sopra per tener immerso il cavolfiore e si aspetta da 2 a 10 ore.

Intanto si affettano ravanelli, cipolle e porri. Successivamente si tagliano zenzero ed aglio. Si mischiano in una ciotola col sale rimanente e il peperoncino. Quindi si aggiunge la salsa di soia o pesce o dell’aceto balsamico non forte e si attende mezz’ora.

Si mette a bollire in un tegamino dell’acqua insieme alla farina di riso. Si fa cuocere a fuoco basso fino a quando non si addensa e si raffredda.  Poi si unisce alla precedente preparazione, girando man mano.

A questa salsa si aggiunge il cavolo togliendolo dal suo liquido e si mischia bene. Si aggiunge qualche cucchiaio della salamoia. Poi si chiude il barattolo con una pellicola su cui si pone un peso in modo che non passi l’aria. Si tiene così un paio di giorni e poi si mette in frigo in barattolo chiuso. Si può conservare per mesi.

Un preparazione estremamente nutriente e saporita, e fatta con “materiale di scarto”.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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