Una ricerca thailandese svela il nuovo concetto di felicità attraverso delle emozioni che non avremmo mai pensato

Chi ha avuto il piacere di viaggiare per la Thailandia, tra paesaggi da sogno, templi meravigliosi e buona cucina, avrà sicuramente anche notato due cose. La positività e la cordialità dei suoi abitanti. Nonostante le difficoltà, la miseria e i mille problemi di uno stato martoriato anche dai cataclismi, il thailandese sorride alle avversità. E, a tal proposito, una ricerca thailandese svela il nuovo concetto di felicità attraverso delle emozioni che non avremmo mai pensato. La Thailandia non è infatti solo una meta turistica di eccellenza, ma anche un polo di studi e ricerche di riferimento per tutto l’Oriente. Vediamo assieme ai nostri Esperti come arrivare alla felicità e con quali armi.

La felicità è soggettiva

Partiamo dal presupposto che la felicità sia un’emozione assolutamente soggettiva. Denaro, ambizione, sport, famiglia, solidarietà, hobbies, viaggi possono fare felici delle persone, ma non altre ancora. Lo studio curato dall’Università e dal polo ospedaliero di Bangkok ha voluto sperimentare su un gruppo di persone depresse come arrivare alla felicità. Uomini e donne, adulti e anziani. Tutti accomunati dalla difficoltà di sentirsi felici perché oppressi dalla depressione. Sentimento di per sé molto inusuale in questo paese. E, i risultati, uniti alle risposte dei ricercatori sono davvero interessanti.

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La reazione e la concentrazione

Una ricerca thailandese svela il nuovo concetto di felicità attraverso delle emozioni che non avremmo mai pensato:

  • concentrazione;
  • reazione.

Diciamoci pure la verità, quando pensiamo alla felicità, nelle sue cause e nelle sue conseguenze, difficilmente penseremmo a questi due sentimenti. Ebbene, secondo questo studio, invece raggiungeremmo la gioia quotidiana delle piccole cose, attraverso due capacità mentali comuni: concentrazione e reazione.

Concentrazione

È incredibile come questo studio applichi delle regole elementari, passando da sentimenti elementari. Prima di una gara sportiva, di una recita, di un colloquio, di una riunione o di un test, cerchiamo la concentrazione. Maggiore sarà e maggiori saranno le prospettive di successo. E, quindi? Di felicità! Siamo concentrati mentre prepariamo una ricetta nuova. Il piatto riesce benissimo. Tutti ci fanno i complimenti. E, quindi abbiamo raggiunto la felicità. Quella quotidiana, non astratta, ma basata sulle piccole azioni. Quelle davvero importanti.

La reazione

Stiamo facendo un test e abbiamo la concentrazione giusta. O stiamo venendo a capo di una situazione ingarbugliata al lavoro. Ecco l’improvviso ostacolo pararsi dinanzi. Reagiamo, usando la mente, il coraggio e l’intuizione. Non abbattiamoci e la felicità che raggiungeremo conseguendo la vittoria e il successo non avranno pari! Una ricerca thailandese svela il nuovo concetto di felicità attraverso delle emozioni che non avremmo mai pensato e che possiamo trovare dentro di noi. Reazione e concentrazione che possiamo contribuire a trovare anche a tavola, nella lettura dell’approfondimento sottostante.

Approfondimento

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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