Una forte inflazione nel nostro futuro?

L’inflazione potrà fare ancora paura? L’eccessiva quantità di liquidità sui mercati comincia a dare dei grattacapi alle banche centrali mondiali?

Per adesso, anche a causa della pandemia, non potranno cambiare politica almeno nel breve periodo.

La stessa BCE continuerà ad immettere e pompare moneta nel sistema finanziario europeo.

Se in un periodo di crisi come quello attuale, le politiche monetarie espansionistiche venissero meno, sarebbe la rovina per una considerevole parte del sistema produttivo dell’Europa.

Ci sono comunque anche voci dissenzienti su tale politica monetaria, tra le quali spicca Michael Burry, l’uomo che previde il crollo dei Sub-prime. Egli vede un’inflazione molto forte all’orizzonte, causata dalla eccessiva quantità di liquidità nel sistema.

Michael Burry, è andato anche oltre, dichiarando che a breve ci sarà una forte, anzi iper, inflazione nel nostro futuro, stile repubblica di Weimar.

L’inflazione tedesca del periodo post guerra è stata la peggiore in assoluto, in poco tempo polverizzò il potere di acquisto delle monete.

Un solo francobollo arrivò a costare 5 miliardi di marchi tedeschi.

Burry, non si limita solo a prevedere l’inflazione ma ha predisposto anche un relativo studio su questa ipotesi, che secondo lui è praticamente certa.

Dopo aver lanciato il messaggio su questa ipotesi, conclude dicendo “… stavolta non dite che non vi avevo avvertito“.

Una forte inflazione nel nostro futuro? Per adesso i mercati sono tutti in attesa

L’inflazione arriverà, questo è certo, a causa della politica monetaria espansiva delle Banche Centrali creata per tamponare gli effetti della crisi economica legata alla pandemia da Covid 19.

Inoltre l’inflazione annullerà, almeno in parte, i grossi debiti statali accumulati in questo periodo.

Inflazione a due cifre all’orizzonte?

Per adesso, non vi sono elementi certi per poter prevedere una inflazione galoppante stile anni settanta. Ma dato che l’inflazione sopra una determinata percentuale può essere deleteria per gli investimenti in reddito fisso, prudentemente si può consigliare di diminuire sensibilmente tale comparto nei proprio portafogli.

Se l’ipotesi, su una prossima iper-inflazione stile repubblica di Weimar del Sig. Micheal Burry, fosse veritiera, l’uscita dal comparto obbligazionario a reddito fisso, sia governativo che non, dovrebbe essere fatta il prima possibile.

Nessuno possiede la sfera di cristallo per poter vedere il futuro, ma per adesso non vi sono segnali di inflazione a due cifre nel prossimo futuro.

La liquidità viene per la maggior parte di essa, tesaurizzate in varie forme, e le possibilità di investimento e di diversificazione che vi sono oggi non dovrebbero permettere di far sviluppare una inflazione simile a quella della Germania nel periodo post bellico.

Il potere delle banche centrali sulla politica monetaria è così forte, che nessuno si prenderà lo sgradito compito di lasciare correre l’inflazione oltre 2/3 punti percentuali a livello europeo e di 4/5 punti percentuali a livello statunitense.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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