Una breve guida per recuperare i canoni di affitto non pagati

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori che ha storicamente investito i propri soldi in titoli di Stato ed immobili. Negli anni questa strategia è stata certamente vincente. Rendimenti a doppia cifra dei BOT e immobili che acquisivano valore nel tempo hanno contribuito a creare l’importante risparmio delle famiglie italiane. Oggi però gli immobili rischiano di essere un vero boomerang finanziario, come abbiamo analizzato in un recente approfondimento. La tassazione è in crescita e i prezzi in lenta ma inesorabile discesa. La crisi ha anche reso gli inquilini sempre meno regolari nei pagamenti. Insomma, un locale in affitto oggi rischia di diventare un costo anziché una fonte di reddito. Per questo motivo, vi proponiamo una breve guida per recuperare i canoni di affitto non pagati ed evitare perdite economiche.

Come gestire un inquilino moroso

Un inquilino che non paga regolarmente i canoni di locazione crea ben tre problemi. Il primo è un minor reddito per il locatore. Il secondo è il possibile deprezzamento causato da un immobile fuori dal controllo del proprietario. Inoltre, c’è anche la possibilità della beffa fiscale. Il locatore deve infatti pagare le imposte sul reddito da locazione anche se l’inquilino non paga. Questo accade anche in caso di cedolare secca fino alla convalida di sfratto da parte del tribunale. In altre parole, il proprietario dovrebbe pagare delle tasse su un reddito che non percepisce. Una breve guida per recuperare i canoni di affitto non pagati deve per forza considerare l’aspetto fiscale. Infatti, quest’ultimo può essere molto penalizzante. Per questo è bene non perdere tempo e agire in fretta.

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Una breve guida per recuperare i canoni di affitto non pagati

Il locatore può avere due diverse tipologie di problemi con un inquilino. Quest’ultimo infatti può rifiutarsi di pagare le rate convenute o di lasciare l’immobile al termine del contratto. In entrambi i casi, il proprietario potrà agire ai sensi degli articoli 657 e 658 del codice di procedura civile. Dopo almeno due solleciti bonari, il locatore potrà citare in giudizio l’inquilino presso il tribunale del luogo dove si trova l’immobile. Il giudice deciderà quindi se convalidare lo sfratto per morosità ed emettere la successiva ordinanza che obbliga l’inquilino a liberare la casa. Al tempo stesso il giudice potrà emettere un decreto ingiuntivo al fine di obbligare al pagamento dei canoni scaduti. Il magistrato potrà anche ordinare un pignoramento per soddisfare il creditore.

L’opposizione allo sfratto

Una breve guida per recuperare i canoni di affitto non pagati deve concludersi con un’importante puntualizzazione. L’inquilino avrà comunque diritto ad opporsi allo sfratto ai sensi dell’articolo 667 del codice di procedura civile. Questa azione obbligherà le parti ad avviare la procedura di mediazione prevista dal Decreto Legislativo 28/2010. Eventuali situazioni di difficoltà come la presenza di minori o familiari disabili certamente renderà più complesso riottenere la disponibilità dell’immobile. Inoltre, se il proprietario non procedesse, la normativa prevederebbe il blocco dello sfratto. Con la successiva condanna al rimborso delle spese legali a carico del locatore.

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