Un fardello, chiamato burocrazia, da 57 miliardi

Molti si chiedono perché le imprese devono sopportare un fardello, chiamato burocrazia, da 57 miliardi. Tra leggi, decreti, ordinanze, circolari, disposizioni, le imprese devono destreggiarsi tra questi meandri della Pubblica Amministrazione a tutti i livelli.

L’Ufficio studi della Cgia avvalendosi dell’Istituto Ambrosetti ha fatto una stima del peso della burocrazia ai vari livelli calcolando l’incidenza del valore.

Dove la burocrazia pesa di più

Il costo annuo delle imprese per gestire i rapporti con la pubblica amministrazione è maggiore dove c’è più ricchezza: Milano. Seguono Roma, Torino, Napoli, Brescia, Bologna.

Dove la burocrazia pesa di meno

Il costo della burocrazia pesa meno nelle realtà imprenditoriali più piccole che gravitano a Enna, Vibo Valentia e Isernia.

Decifrare la burocrazia

Un brutto vizio dei burocrati italiani è quello di scrivere in modo indecifrabile tra leggi e leggine. Anche i più avvezzi alla materia spesso non riescono a comprenderne il significato. Pensare che per la questione coronavirus negli ultimi mesi sono stati scritti 12 decreti da oltre 170 pagine. Per fare un esempio il Decreto Liquidità ha mandato letteralmente al manicomio commercialisti, consulenti del lavoro e associazioni di categoria per interpretare cosa ci stesse scritto per alcune misure di sostegno ed aiuti. Anche le strutture operative di banche e del Fondo di garanzia gestito dal Mediocredito Centrale hanno faticato non poco, mandando varie interrogazioni alla sezione faq per sbrogliare la matassa. Intanto però le aziende non sono riuscite ancora a ottenere 1 euro di prestito.

Sotto il peso di norme

In Italia non ci facciamo mancare nulla rispetto a Francia, Germania, Regno Unito per prendere a riferimento alcuni Stati. Se in Italia abbiamo 160mila norme, quasi la metà promulgate dallo Stato Centrale per gli altri due Stati siamo su numeri tra 7mila e 3mila. Che gran differenza. In linea generale un fardello, chiamato burocrazia, da 57 miliardi. Se non si rivede il quadro generale dell’architettura dello Stato la produzione normativa aumenterà sempre più a dismisura gettando nello sconforto cittadini e imprese. Con un colpo di spugna si potrebbe subito snellire: abrogare le leggi datate.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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