Un dollaro forte potrebbe essere fonte di preoccupazione

Un altro osservato speciale degli analisti dei mercati azionari è il dollaro. Se la preoccupazione resta per l’impatto del coronavirus, in queste ore si fa largo anche la paura di un rafforzamento del dollaro dovuto proprio agli effetti del coronavirus sull’economia mondiale.

Il dollaro statunitense sta avendo un progressivo rialzo di pari passo alle notizie sempre più negative che vengono dalla Cina. Il WSJ Dollar Index è al livello più alto degli ultimi quattro mesi.

In questo contesto gli analisti si sono aggrappati agli asset statunitensi. Indici e dollaro salgono e le società statunitensi vanno in affanno e studiano soluzioni per una possibile sfida per il mercato rialzista di lunga durata. Se il dollaro diventa forte per le aziende sono dolori: le vendite all’estero sono più costose e logicamente la competitività è minore.

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Il futuro

In un contesto del genere fare previsioni non è semplice: gli analisti FactSet prevedono che la crescita dei profitti delle S&P 500 acceleri al 10% nei prossimi sei mesi. Si vive alla giornata e indicazioni divulgate oggi, potrebbero non essere più valide il giorno dopo. Ci troviamo in un contesto volatile a tutti gli effetti.

I riflessi del dollaro

Materie prime e mercati emergenti dipendono dalla valuta statunitense. Gli investitori esteri con un dollaro forte devono metterci più soldi per fare acquisti. Per i Paesi in via di sviluppo, invece, pagare il debito in dollari è più costoso.

Fino a qualche tempo fa si ipotizzava che la crescita economica globale indebolisse il dollaro. Oggi ci ritroviamo di fronte ad una amara realtà. Le multinazionali stanno andando in sofferenza per le mancate vendite e per un dollaro in rafforzamento. In poche parole si è di fronte ad una doppia battuta di arresto. Non bisogna perdere la bussola perché c’è chi crede ancora in un dollaro che non supererà il suo recente range di oscillazione, in particolare basandosi sulla decisione momentanea della Fed di mantenere i tassi di interesse bassi.

Gli investitori sono allettati ancora dagli asset americani. Il rendimento del Treasury note Usa a 10 anni, ha il  livello più basso degli ultimi 5 mesi. I rendimenti crollano all’aumentare dei prezzi delle obbligazioni.

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