Un assegno di 1.000 euro al mese per chi perde il lavoro ma non per tutti

La crisi economica sta creando gravissime difficoltà alle imprese. In particolare, le aziende medio-piccole sono alle prese con un drammatico calo del fatturato. La ripresa economica sembra ancora molto lontana, poiché la pandemia non accenna ad arrestarsi.

Inoltre, le misure messe in atto dal Governo per contenere i contagi stanno ulteriormente ostacolando le attività economiche. Nei prossimi tempi dovremmo assistere ad un ulteriore aggravamento della situazione per le famiglie a causa di un possibile boom della disoccupazione. Da alcuni mesi, infatti, l’Esecutivo ha disposto il blocco dei licenziamenti ed il sistematico ricorso alla Cassa Integrazione. Queste misure non potranno protrarsi ancora a lungo e le conseguenze per i cittadini rischiano di essere drammatiche. Per alcuni, però, c’è una possibile ancora di salvataggio grazie ad un provvedimento legislativo di alcuni anni fa. Il D. Lgs 148/2015 prevede infatti un assegno di 1.000 euro al mese per chi perde il lavoro ma non per tutti. Vediamo esattamente di cosa si tratta.

Gli assegni straordinari INPS

Il decreto citato ha istituito uno specifico fondo a tutela delle persone che perdono il lavoro pochi anni prima della pensione. I lavoratori meno giovani sono infatti quelli più a rischio perché faticano maggiormente a ricollocarsi.

Attraverso gli assegni straordinari di sostegno al reddito, lo Stato tutela i dipendenti con una rilevante anzianità contributiva. In media, ci può essere un assegno di 1.000 euro al mese per chi perde il lavoro ma non per tutti. Infatti, i lavoratori non dovranno trovarsi a più di sette anni dalla pensione. Il sussidio riguarda alcune specifiche categorie. Ossia, dipendenti postali, ferroviari, del settore creditizio e assicurativo. Nonché gli impiegati di tutti i settori residenti nella Provincia autonoma di Trento. Gli assegni anticipano di fatto la pensione di cinque o sette anni a seconda del settore di attività del richiedente.

Un assegno di 1.000 euro al mese per chi perde il lavoro ma non per tutti

Per meglio comprendere come si determinano i 1.000 euro al mese per chi perde il lavoro, facciamo un esempio pratico. Un impiegato, nato nel 1963, perde il lavoro dopo aver contribuito dall’età di vent’anni. Questo lavoratore maturerebbe il diritto alla pensione nel marzo 2026, quindi tra circa cinque anni. Grazie agli assegni straordinari INPS, potrebbe però ricevere un importo pari alla futura pensione per il prossimo lustro.

Ipotizzando un reddito di circa 1.200 euro al mese, la futura pensione potrebbe aggirarsi sui 1.000 euro. Proprio questo importo potrebbe arrivare ogni mese grazie al fondo istituito dal D. Lgs 148/2015. Gli interessati possono rivolgersi ad un CAF o patronato per effettuare i conteggi e le verifiche del caso. Oltre che per effettuare la richiesta di accesso agli assegni straordinari INPS. Ricordiamo che i consulenti potranno anche verificare il diritto al pensionamento anticipato di dieci anni previsto per alcuni lavoratori.

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