Un aiuto di 5.000 euro per i genitori disoccupati alla ricerca di un lavoro

La carenza di posti di lavoro nel nostro Paese è una piaga sempre più grave. Già prima della pandemia, infatti, il tasso di disoccupazione si attestava intorno al 10%. Con la futura ripresa dei licenziamenti questa percentuale rischia di schizzare pericolosamente verso l’alto. Per molti italiani la situazione attuale è un vero incubo che impedisce di condurre una vita dignitosa. In particolare, chi ha la responsabilità di una famiglia, rischia di non poter provvedere ai bisogni primari dei propri figli. Torna quindi d’attualità un’iniziativa istituita con la Legge 247/2007 a vantaggio di alcuni cittadini inoccupati. Un aiuto di 5.000 euro per i genitori disoccupati alla ricerca di un lavoro può essere una realtà. Con però alcune limitazioni cui prestare attenzione.

I giovani genitori portatori di dote

La Circolare INPS 115/2011 ha regolamentato quanto previsto dalle Legge 247/2007. La norma ha istituito un’apposita banca dati cui potevano iscriversi le persone con determinate caratteristiche. All’elenco potevano accedere i genitori di età non superiore a 35 anni con figli minorenni.

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Per iscriversi, i richiedenti dovevano dimostrare lo stato di non occupazione oppure di rientrare in determinate casistiche. Ovvero lavoratori con contratti a termine, a chiamata, in somministrazione, occasionali, di inserimento o collaborazioni coordinate continuative. La normativa intendeva supportare le famiglie alle prese con difficoltà economiche ed occupazionali. Insomma, un aiuto di 5.000 euro per i genitori disoccupati alla ricerca di un lavoro. L’incentivo non comporta alcun vantaggio monetario diretto per gli iscritti. Il bonus arriva infatti al soggetto che intende assumere a tempo indeterminato i portatori di questa dote.

Un aiuto di 5.000 euro per i genitori disoccupati alla ricerca di un lavoro

Abbiamo visto che le imprese che assumono i genitori disoccupati portatori di dote, possono beneficiare di un bonus di 5.000 euro. L’iniziativa ha vissuto alterne vicende, con sospensioni e riattivazioni nel tempo. Nonostante siano passati quasi dieci anni, alcuni lavoratori rientrano ancora nelle vecchie liste. Vantando quindi la dote di 5.000 euro a disposizione di un potenziale datore di lavoro.

Si tratta di un incentivo potenzialmente ancora valido e cumulabile con altre iniziative a contrasto della disoccupazione. Insomma, una possibilità in più per rendersi interessanti agli occhi di un’impresa che necessita di personale. Con un aiuto di 5.000 euro per i genitori disoccupati alla ricerca di un lavoro, lo Stato può aiutare ad avviare nuove carriere. Chi invece si trovasse senza un’occupazione in età più matura potrebbe contare su altre iniziative. Come, ad esempio, un assegno mensile in attesa di maturare il diritto alla pensione.

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