UE: la strenua difesa di un modello fallimentare?

Fosse stata solo la Grecia a soffrire le direttive dell’Unione europea potremmo definire l’UE un successo.

La realtà attuale è però ben diversa e densa di criticità.

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Dimentichiamo per un attimo le borse, che pure hanno perso due anni di faticosi guadagni spinte dal QE riportandosi si livelli dell’autunno 2016.

Dimentichiamo anche il balletto sulla percentuale di debito PIL da concedere all’Italia.

Allargando la visuale cosa vediamo?

Germania tutto meno che virtuosa

Un Germania in calo di produzione e con segnali di inflazione.
Non solo. Certo la disoccupazione è ancora limitata ma questo perché le grandi aziende  teutoni sottopagano milioni di lavoratori, specie immigrati, e poi ci pensa lo stato con fondi fuori bilancio a riportare il reddito vicino ai 1000 euro mensili.

La Deutsche Bank, nonostante il QE Pluriennale, ha derivati tossici per 16 volte il PIL annuale tedesco. Le altre banche UE la seguono in questa triste graduatoria di potenziale illiquidità.

Tutto ciò nonostante il ripetuto sforamento annuale per miliardi del budget di esportazioni assegnato a Berlino.

Infine ai tedeschi che si vantano dello spread a loro favore possono essere fatti i complimenti solo per l’efficacia del loro marketing che li fa passare per nazione virtuosa quale in realtà non sono.

E tra l’altro, per chi non lo avesse già letto, il bund su cui è costruito il future tedesco non esiste quindi lo spread è costruito su un derivato illegale o comunque fuori norma non avendo un sottostante.

Francia: gilet gialli e povertà dilagante

I gilet gialli balzati agli onori delle cronache in queste settimane altro non sono che la rappresentazione popolare del livello di malcontento che attraversa ormai da anni la Francia.

D’altronde i Francesi lo hanno voluto, votando un governo allineato con Bruxelles e Berlino.

Scelta improvvida quando è chiarissimo che le peculiarità francesi non necessitano di una valuta così forte e di tante altre norme UE che in Francia(come in numerosi altri paesi) hanno prodotto soltanto sfiducia e povertà dilagante.

Disoccupazione a livelli record

Ma la vera cartina di tornasole del fallimento dell’UE e delle sue politiche viene dai livelli di disoccupazione.

In quasi tutte le nazioni partecipanti la disoccupazione , nemico da sconfiggere come base di ogni crescita economica virtuosa, è a livelli record.
Per intenderci livelli di disoccupazione molto più alti dei periodi ante euro.

Eppure nonostante questo la politica di Bruxelles non cambia .
Sempre più burocrazia a soffocare le piccole e medie aziende in particolare. Quando sappiamo benissimo che creare un’ elite di sole grandi aziende finirà soltanto per svuotare di qualità e specializzazione i settori produttivi interessati.
Senza contare le ripercussioni salariali che l’accentramento provoca in termini di tutele dei lavoratori a tutti i livelli.

Imposizioni monetarie restrittive agli stati che producono soltanto impoverimento e pressione fiscale sempre più insostenibile.

Interventi sulle banche sempre parziali e non risolutivi come avvenuto in Gran Bretagna ad esempio…

Beffa delle beffe: inflazione in movimento. Sì, perché mentre negli Stati Uniti l’economia galoppa con l’inflazione ferma, l’Europa Unita annaspa e in più deve fare i conti con pressioni inflazionistiche…

Un suggerimento

Se tutte queste asprezze di indirizzo sono determinate dal timore, specie in ambito di sovranità monetaria, di comportamenti illeciti, avrei una proposta.

Monitoraggio dei patrimoni personali, di familiari e conviventi di tutti i politici e i funzionari pubblici che abbiano contatto coi denari pubblici.

Limitazione del numero dei mandati elettorali e ripristino delle preferenze popolari.

Fatto questo, altro che anti-riciclaggio! Finalmente si tornerebbe a ragionare di civis e di una politica veramente finalizzata al bene comune e non alla esponenziale crescita di una élite.

In sostanza sto con Thomas Jefferson che disse nel remoto 1791:
Una banca centrale privata che emetta la valuta pubblica è una minaccia più grande alla libertà di un popolo di quanto lo sia un esercito dispiegato

E  visti gli ultimi accadimenti ricordiamo che disse anche:

I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, ma sono i governi che devono aver paura dei propri popoli.

Ma ognuno tenga anche presente che disse:

La democrazia smetterà di esistere quando toglierai da coloro che hanno voglia di lavorare e darai a coloro che non ne hanno voglia.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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