Tutto sul BTP Futura: conviene davvero, ed a chi?

Tutto sul BTP Futura: conviene davvero, ed a chi? Il BTP Futura sarà in collocamento dal prossimo 6 luglio fino al 10 luglio 2020. E’ un investimento conveniente oppure no? E se sì, per chi? Vediamo di scoprirlo.

Iniziamo col dire che questa nuova emissione di BTP sarà destinata a finanziare tutte le misure previste dal governo per affrontare l’emergenza Covid-19. A sostenere, quindi, la ripresa del Paese. Scendendo nel dettaglio, che cosa sappiamo oggi di questa nuova emissione? Sappiamo la durata, e cioè dieci anni. Sappiamo che il rimborso sarà ad un

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minimo garantito di 101, cioè con un premio fedeltà minimo dell’1%. Sappiamo che avrà una struttura di cedole crescente, le cosiddette step up, della durata rispettivamente di quattro anni la prima, tre anni la seconda e tre anni la terza.

Per valutare la convenienza di questa nuova emissione, la prima cosa che dobbiamo fare è quella di guardare il rendimento dell’attuale BTP decennale sul mercato secondario. Che, attualmente, a scadenza è di circa l’1,40% annuo. Questa nuova emissione, di conseguenza, per attrarre nuovi capitali, dovrà semplicemente essere più redditizia dell’attuale rendimento, appunto, del BTP decennale. Dovrà quindi invogliare l’investitore con quello che in gergo tecnico si chiama premio al rischio.

Tutto sul BTP Futura: conviene davvero, ed a chi?

Se guardiamo ad esempio alla recente emissione del BTP Italia, che ricordiamo

ha una durata di cinque anni, e scade a maggio 2025, vediamo che il premio al rischio è stato circa di 25 basis point. Nel caso dell’emissione di questo BTP Futura, significa investire su un arco temporale di dieci anni. Gli analisti si aspettano quindi un premio al rischio maggiore rispetto a quello del BTP Italia di recente emissione, che equivale a circa 60 basis point. Infatti, con il BTP Futura l’investitore si accolla il rischio di rinunciare alla propria liquidità per dieci anni e non cinque. Si accolla il rischio di una risalita dell’inflazione nei prossimi dieci anni. Nonché di un’instabilità politica dello Stato italiano nei prossimi dieci anni. Tutti fattori che, come ben sappiamo, potrebbero far scendere il prezzo di mercato sotto il 100 del prezzo di sottoscrizione.

Una breve considerazione finale sul premio di fedeltà. Che possa arrivare addirittura al 3% lo riteniamo altamente improbabile. Questo in quanto deve essere legato ad una crescita media nei prossimi dieci anni del PIL italiano addirittura del 3%. Il rendimento del decennale italiano attuale è di circa 1,40%. Un buon premio per il rischio assunto è di circa 60 basis point. Detto questo, gli analisti ritengono che una buona proposta sarebbe quella di un prodotto con un rendimento annuo a scadenza di circa il 2% lordo.

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