Tutti pazzi per i titoli delle big pharma, le ammiraglie dei vaccini

La pharma mania è scoppiata tra i piccoli risparmiatori che fino ad oggi avevano tentennato. In attesa di potersi vaccinare, volano i titoli delle magnifiche sei, le ammiraglie farmaceutiche dei vaccini. Che hanno già dato soddisfazioni notevoli (non tutte) a chi ci aveva scommesso l’anno scorso.

Vediamo perché sono tutti pazzi per i titoli delle big pharma, le ammiraglie dei vaccini. I dati li abbiamo raccolti Noi del Team Finanza e Mercati di ProiezionidiBorsa.

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Ordinate 18 miliardi di dosi per otto miliardi di persone

Secondo varie case di investimento, grazie alle oltre 18 miliardi di dosi ordinate dai Governi di tutto il mondo, sarebbero già a quota 21 miliardi di dollari i guadagni dei sei principali colossi farmaceutici dei vaccini, Pfizer BiONTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson e Novavax.

Dunque, tutti questi produttori stanno aumentando il catalogo farmaci, aggiungendo una filiera che non ha mai avuto un precedente del genere nella storia: otto miliardi di clienti già pronti. E rifiutando sdegnosamente la richiesta di liberare i brevetti arrivata dalle Nazioni più fragili.

Tutti pazzi per i titoli delle big pharma, le ammiraglie dei vaccini

Per la fine dell’anno si stima che i primi a partire, Pfizer e Moderna, porteranno a casa non meno di 32 miliardi di dollari, con un margine di profitto pari al 30%.

Il fatturato di Moderna passerà da 60 milioni di dollari del 2020 a 16 miliardi di dollari, stima una banca d’affari americana. Ad oggi il valore delle azioni Moderna è salito quasi del 700%, mentre quello di Pfizer è cresciuto del 187%. Anche Johnson & Johnson si prepara a raccogliere ricchi profitti. Si dice che questa azienda si specializzerà anche nei richiami, i vaccini-scudo contro le nuove varianti.

Le quotazioni in altalena

È il momento buono per comprare? Come sempre vale la regola di entrare sui ribassi e valutare bene i numeri.

Il titolo Pfizer ha chiuso ieri la quotazione al New York Stock Exchange a 36,62 usd (+1,02%). Sei mesi fa, il primo ottobre, quotava 34,05 usd.

Ecco BiONTech, quotata al Nasdaq intorno a 95,91 usd (+0,16%). Sei mesi fa stava a 72 euro. Ma attenzione, perché l’11 dicembre ha chiuso a 127,30.  Chi l’aveva in portafoglio all’esordio, due anni fa, l’aveva pagata 21,98 dollari.

Il titolo Moderna al Nasdaq scende a 123, 42 usd (-7,40%). A inizio ottobre 2020 era a 70 usd. L’8 febbraio scorso ha quotato 185,98 usd.

E veniamo ad AstraZeneca, quotata al Nasdaq. È in movimento laterale, ha chiuso ieri a 50,81 usd (+0,34%). Sei mesi fa, il primo ottobre, stava a 54,30.

Johnson & Johnson, che quota 166, 04 (+0,67% dall’ultima seduta), sta salendo. A ottobre il prezzo era intorno a 147 usd, il 26 gennaio ha toccato i 170.

Infine, Novavax, al Nasdaq a 173,75 (-4,65% dall’ultima seduta) a ottobre scorso quotava 104,90 usd.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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