Tutte le strade che portano alla pensione nel 2021

Con il nuovo anno arrivano le novità sul lato pensioni. La prima, quella più importante, riguarda l’addio a “Quota 100”. La misura pensionistica non sarà rifinanziata. Sono invece, confermate altre misure.

Ovviamente, in attesa di una nuova riforma previdenziale, che appare necessaria, nel 2021 cambiano i requisiti per l’accesso alla pensione. Le modalità per richiedere l’assegno pensionistico sono numerose. Ecco, quindi, tutte le strade che portano alla pensione nel 2021.

Modalità per la pensione di vecchiaia e anticipata

Partiamo dalla pensione classica, quella di vecchiaia. Possono andare in pensione tutti coloro che sono nati prima del 1955 e che entro il 31 dicembre compiranno 67 anni d’età. Tuttavia, occorre avere anche 20 anni di contributi. Il trattamento scatterà il primo del mese successivo alla data di maturazione dei requisiti.

Anche quest’anno sarà possibile andare in pensione anticipata. Lo potranno fare gli uomini con 42 anni e 10 mesi di contribuzione e le donne con 41 anni e 10 mesi di versamenti. Il trattamento scatterà dopo 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. Che diventano 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Chi può godere di Quota 100 e Opzione Donna

Ovviamente cambiano i requisiti anche per andare in pensione con “Quota 100”. Con un minimo di contributi di 38 anni, possono andare in pensione a 62 anni d’età tutti coloro che sono nati prima del 1960.

Poiché questa modalità nel 2022 cesserà, tutti coloro che matureranno i requisiti quest’anno non saranno obbligati ad andare in pensione. Potranno cristallizzare la posizione e andare in pensione negli anni successivi.

Tutte le strade che portano alla pensione nel 2021

Infine, la Legge di Bilancio 2021 ha confermata l’Opzione Donna per tutto il 2021. Quest’anno ogni donna con 35 anni di contributi può decidere di andare in pensione se ha almeno 58 anni.

Questa possibilità, però, contiene due insidie. La prima è che chi la sceglie va in pensione con il calcolo dell’assegno col metodo contributivo. Questo può portare a una decurtazione fino al 30% dell’importo rispetto al metodo retributivo.

La seconda insidia riguarda i tempi. Chi sceglie di andare in pensione con l’Opzione Donna, deve attendere 12 mesi per incassare il primo assegno.

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